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Cara apparenza

“L’apparenza può essere inferiore alla realtà. Gli ornamenti sempre ingannano l’uomo. Non v’è tribunale una causa, per quanto losca e cattiva, della quale una voce piacente non riesca a mascherare il male. E in religione qual è l’eresia che un austero sembiante non riesca a consacrare e a giustificare con la citazione di un testo sacro? Il vizio più fondo si presenta sempre con qualche segno di virtù.

Quanti vigliacchi col cuore più debole d’uno scalino di sabbia hanno sul mento una barba degna d’Ercole o dell’accigliato Marte, e in corpo un fegato più bianco del latte!

Del valore non hanno che la schiuma, e vogliono farsi credere terribili. Considera la bellezza e vedrai che devi comprarla a peso; ma essa è tanto miracolosa che fa leggero chi più ne ha”.

 

William Shakespeare

 

L’omertà nei reparti

Il giorno dopo appena entrai nella stanza “Anche oggi hanno provato a bucarmi. Non so cosa aspettino a trovare qualcuno che sappia togliermi l’acqua”.

In effetti tutto era fermo da giorni, e mi decisi d’andare a parlare con il medico del reparto, un bel quarantenne con pochi capelli e una fede luccicante al dito.

Scriveva seduto alla scrivania e chiesi permesso “È da una settimana che è qui. Cosa avete deciso di fare?”.

“Stiamo decidendo che farmaco utilizzare”.

“Credevo che il Professore sapesse già cosa fare, quando mi disse di venire qui un mese fa”.

“Non so che dire”.

Arrischiai “Mi risulta ci siano delle novità. Ho saputo che c’è un nuovo farmaco in sperimentazione. Presumo che voi, qui, ne siate a conoscenza”.

“Non so niente!”, rispose alzando le orecchie.

“Glielo chiedo perché, se ci fosse effettivamente un nuovo farmaco specifico,…”.

“Di questo non posso dirle nulla, deve parlare con il Primario”.

“Almeno mi dica se qui usate questo farmaco”.

“No, lo usano in un altro posto, ma non insista”.

“Dica al suo Primario che ho urgenza di parlargli”.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pagine 142-143 – capitolo Un bel soggetto