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La verità? Avrei bisogno di uno storico dell’arte per far chiarezza

 

Appartengo alla minoranza silenziosa.

Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L’età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità.

Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause?

Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri: perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la “loro” verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi.

Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell’arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia. In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Viviamo in una rete d’arabeschi.

Questa moda di presentare i nuovi libri, come i re dal balcone presentavano alla folla il principe ereditario appena nato, è recente: pochi anni fa avrebbe coperto di ridicolo gli autori; oggi si accetta come una forma di persuasione palese, un postulato della cultura di massa

Ennio Flaiano, La solitudine del satiro

 

 

La storia di un libro é un processo di conoscenza

 

 

Abbiamo bisogno di essere pensati, sognati e raccontati

Concita De Gregorio, in Pane Quotidiano, presenta il libro di Dacia Maraini “La bambina e il sognatore”. Il suo primo libro scritto in prima persona maschile.

Durante la trasmissione vengono trattati l’importanza del sogno e della ricerca della Verità chiusa nel Sé, l’importanza di raccontare una storia vera e la vicinanza con la morte.

Interventi

“Possiamo dire che la figura del bambino é centrale nel suo romanzo perché é l’oggetto sia della ricerca che della sofferenza del protagonista, nonché del movente che intreccia e allo stesso tempo che scioglie la trama. Dunque possiamo dire che é proprio questo il ruolo del bambino nella società odierna, quello di intrecciare e sciogliere la trama della vita dell’adulto”.

“I sogni sono la nostra salvezza o la nostra rovina?”

 

Quanno c’e’ ‘a salute c’e’ tutto

 

E’ una canzona senza titolo
tanto per canta’ per fa’ qualche cosa.

Nun e’ niente de straordinario
e’ roba der paese nostro
che se po’ canta’ pure senza voce.

Basta ‘a salute
quanno c’e’ ‘a salute c’e’ tutto.
Basta ‘a salute e un par de scarpe nove
poi gira’ tutto er monno
e m’a accompagno da me…
pe’ fa’ la vita meno amara
me so’ comprato ‘sta chitara
e quanno er sole scenne e more
me sento un core cantatore
la voce e’ poca ma intonata
nun serve a fa’ na serenata
ma solamente a fa’ ‘n maniera
de famme un sogno a prima sera
uh, uh, uh, uh…
tanto pe’ canta’
perche’ me sento un friccico ner core
tanto pe’ sogna’
perche’ ner petto me ce naschi un fiore
fiore de lilla’
che ma riporti verso er primo amore
che sospirava le canzoni mie
che m’arintontoniva de bucie