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Nelle corporazioni ci vuole cautela come con la mafia. “Fuori si é più liberi”

“Lo dicevo già da magistrato. Anche se, all’interno, mi esprimevo con più cautela. In ogni corporazione si creano logiche corporative. Fuori si è più liberi. Da dentro, probabilmente, non avrei detto che le correnti sono un cancro. Ma una degenerazione sì. Parole diverse, stesso concetto. Giudico la magistratura la migliore delle burocrazie di Stato. La considero la mia casa e perciò voglio pulizia. Un atto d’amore, non odio”. [… ] “Alla scuola magistrati di Firenze mi ero detto favorevole ad agenti infiltrati, non ad agenti provocatori. L’infiltrato previene o denuncia il reato. Il provocatore lo crea. Posizioni culturali opposte. Davigo è un conservatore perbene che vuole il trionfo della giustizia penale. Preferisco prevenire”.

Raffaele Cantone contro Piercamillo Davigo sulla corporazione della magistratura