Archivio Tag: Qualcosa che non muore

Le categorie del blog Silence

Caro lettore,

le categorie del blog Silence sono i Caratteri chiusi (L’avarizia dei Distaccati, Depressi-Masochisti, Sadici mascherati, L’avidità dei Narcisi, i Superbi, i Vanesio venditore di sé, i Vigliacchi, gli Ignavi), di coloro che con il loro lavoro incidono negativamente sul destino degli altri attraverso l’arroganza, l’inerzia intellettuale e il violento agnosticismo.

In antitesi alle categorie relative ai Caratteri chiusi c’é Non uomini chiusi. Questa categoria si riferisce alle personalità con un “Io” che ha perso il gesto di Caino e quello di Narciso di distuggere “l’altro” a causa della propria alienazione. Uomini che si consacrano ad approfondire. Uomini che hanno perso, o soffocato, la superbia e l’arroganza narcisistica. Uomini che combattono il male che produce l’Uomo e che lavorano per l’altro con le risorse che hanno.

Nella categoria Romantici ci sono i pensieri e le opere delle anime solitarie che hanno subito una ferita dell’anima e che cercano verità e dignità ma trovano solo muri di gomma. In questa categoria ci sono anche le norme redatte da gruppi di persone che riprendono le idee dei romantici, come i codici deontologici e le leggi per i diritti.

In Silence c’è il suicidio, l’eutanasia e ogni idea scritta in cui viene tenuta morta la speranza.

E infine ci sono le categorie La personalità della Natura e Caro amico ti scrivo

 

 

 

 

 

Essere schiavi. Non voglio entrarci

Passò il sabato e passò la domenica, e il Professore somministrò a Sandra una chemio senza avvisarci e senza il consenso informato – così in seguito poté dire che almeno aveva fatto qualcosa.

Gemcitabina, 1500 mg. Era martedì e quando arrivai Sandra era attaccata alla flebo da mezz’ora con il flacone ormai a metà. Capii che l’epatite si sarebbe fatta sentire presto.

Uscii in corridoio e trovai l’Aiuto Piccolo. Di solito gli Aiuti rimanevano sotto le ali del Professore quando succedeva qualcosa di pericoloso, ma quel giorno si fece trovare lì, ben visibile vicino la porta. In quel minuscolo reparto erano tutti ricercatori, assomigliavano ai Bravi dei Promessi Sposi – “coloro i quali… senza salario o pur con esso, s’appoggiano a qualche cavaliere… per fargli spalle o favore” – ma quel giorno, trovandomelo di fronte “Perché l’avete fatto? Ora le transaminasi andranno alle stelle”.

–   “Probabilmente saliranno, ma sappia che non troverà mai, in nessuna parte del mondo, un medico disposto a dichiarare cosa abbia fatto realmente salire le transaminasi”.

–   “Sta scherzando?”.

“Io non avrei mai inserito qualcuno fuori dal protocollo, tantomeno per un favore a un amico, il Professore ha sbagliato tutto, non voglio entrarci in questa faccenda”.

–   “Dov’è il Professore?”.

–  “Nel suo ufficio. Nell’altro stabile”.

Alcuni uomini nascono per essere schiavi.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag. 179-180 – capitolo Non voglio entrarci

Commissioni mediche per l’invalidità: Fame e sete

Fame e sete

Il maschio è più fragile della donna, non è mai preparato ad affrontare la vita da solo. Un maschio innamorato non dovrebbe mai avere la sfortuna di veder morire la propria compagna prima di lui, né vederla camminare con una stampella a fianco a lui, né rimanere innamorato mentre lei lo sta lasciando.

Trovai un ortopedico specialista in necrosi all’anca.

Confermò che non c’era mai stato il tumore all’anca – confermò la necrosi causata dall’alta dose di cortisone – e indicò assoluto scarico fino alla fine delle terapie. Questo voleva dire che non poteva permettersi di cadere, e due stampelle anche per andare al bagno.

Contattai l’ufficio competente per ottenere la visita della commissione medica a domicilio, per avere l’invalidità al cento per cento com’era già chiaro nei moduli per quel tipo di malattia, e l’assegno di accompagnamento.

Qualche settimana più tardi un uomo minuto arrivò a casa nostra. Aveva uno sguardo schivo, un passo titubante e una stretta di mano molle. La donna che lo accompagnava era la dottoressa, in giurisprudenza, che dirigeva l’ufficio.

L’omino era l’intera commissione medica e iniziò a trascrivere i documenti che avevamo.

In certi momenti, mentre un medico scrive e valuta la veridicità di qualcosa di tuo, che è tremendo e già scritto, ci si sente soli e demoralizzati più che mai. La stanza si impregnò di miseria. Malattia e miseria.

Dopo un quarto d’ora perso a trascrivere tutti i dati da una cartella all’altra, il medico ruppe il silenzio per chiedere a Sandra se poteva alzarsi in piedi e lei si alzò appoggiandosi innocentemente al tavolo.

Dopo qualche giorno arrivò il responso della commissione. Era firmato da quattro medici.

Diedero a Sandra il cento per cento d’invalidità seguendo il regolamento, ma non le riconobbero il diritto all’accompagnamento.

Le sue lacrime scesero silenziose.

Contattai l’ufficio, spiegai l’accaduto e la dottoressa “Sì, mi ricordo. Non gliel’ha data perché sua moglie si è alzata in piedi”.

“Scherza? Sandra si è alzata perché può farlo. Quello che non può fare è caricare il peso e se scivola quando è sola sarebbe un guaio – in agosto mi è svenuta in bagno”.

“Immagino”.

“Ora vengo lì, perdo altre due ore ma questo certificato me lo mette a posto all’istante”.

“Non ho questo potere. È la commissione che decide”.

“Allora mi faccia parlare subito con la commissione e se non correggono subito li denuncio tutti, visto che hanno firmato per qualcosa che non hanno neppure visto”.

“Sa cosa si può fare? Potrebbe chiedere l’aggravamento”.

“In che senso?”.

“Si fa fare una carta dal medico con la dichiarazione che Sandra ha qualcosa, qualcos’altro, non so, qualsiasi cosa. Io mando subito la commissione, Sandra rimane a letto e le viene data l’accompagnatoria”.

Da Qualcosa che non muore – pag. 101, 102, 103 – capitolo Fame e sete

 

Giulio Regeni. Gli studenti indignati pongono una domanda

Giulio Regeni scompare al Cairo il 25 gennaio scorso. Il corpo viene ritrovato il 3 febbraio con segni di tortura.

Dottorando a Cambridge. La professoressa gli segnalò il Cairo come possibile destinazione per la stesura della tesi di specializzazione sull’economia egiziana. Si trasferì lì a settembre, là – come scrisse Hermann Hesse in Narciso e Boccadoro – dove io possa servir meglio, dove la mia indole, le mie doti e le mie qualità trovino il terreno migliore, il più largo campo d’azione

9 febbraio 2016. Tre accademici (Erika Biagini di Dublin City University e Mauro Saccol e Carlotta Stegagno dell’Università di Genova) si pongono una domanda e chiedono verità a Matteo Renzi in una lettera congiunta e aperta

Noi crediamo che il governo italiano abbia volutamente chiuso gli occhi davanti all’abuso dei diritti umani contro il popolo egiziano da parte del regime militare di al-Sisi. Ci chiediamo se l’abbia fatto in vista degli interessi economici che il nostro Paese ha in Egitto. Scambi economici che devono continuare a crescere ed il cui ultimo esempio è rappresentato dalla possibilità italiana di trarre vantaggio dallo sfruttamento di giacimenti di gas naturale al largo delle coste egiziane, recentemente scoperti dall’Eni”

 

24 febbraio 2016. Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni risponde deciso al question time di Sinistra Italiana alla Camera

“devono avere accesso a tutti i documenti sonori e filmati, ai referti medici e a tutti gli atti del processo nelle mani della procura di Giza”.

“Il governo trasmetterà richieste specifiche su questo attraverso i canali diplomatici. Lo dobbiamo alla famiglia di Regeni e alla dignità del nostro Paese”.

 

Gli studenti indignati formulano una domanda all’università americana. La lettera aperta viene letta al Cairo durante una cerimonia per ricordare Giulio Regeni

“Pur sapendo che l’amministrazione dell’Università americana del Cairo non intendeva pregiudicare i risultati delle indagini sulle cause della morte di Giulio Regeni, siamo indignati dal fatto che non abbia pubblicamente ammesso che Giulio è stato torturato e ucciso. Le prime comunicazioni dell’università non erano solo inaccurate nei fatti, ma anche miopi e prive di sensibilità”.

 

P.S.

Cermis, Girone e Latorre scagionati dall’autopsia delle vittime, ecc

 

Cara apparenza

“L’apparenza può essere inferiore alla realtà. Gli ornamenti sempre ingannano l’uomo. Non v’è tribunale una causa, per quanto losca e cattiva, della quale una voce piacente non riesca a mascherare il male. E in religione qual è l’eresia che un austero sembiante non riesca a consacrare e a giustificare con la citazione di un testo sacro? Il vizio più fondo si presenta sempre con qualche segno di virtù.

Quanti vigliacchi col cuore più debole d’uno scalino di sabbia hanno sul mento una barba degna d’Ercole o dell’accigliato Marte, e in corpo un fegato più bianco del latte!

Del valore non hanno che la schiuma, e vogliono farsi credere terribili. Considera la bellezza e vedrai che devi comprarla a peso; ma essa è tanto miracolosa che fa leggero chi più ne ha”.

 

William Shakespeare