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Sanità e facoltà di Medicina. Chi controlla chi

“Ci sono due lobby, Massoneria e Cielle, che controllano la Sanità e la facoltà di Medicina. E’ sempre stato così. Ma è uno spaccato inquietante”.

Parla più da ex magistrato, Libero Mancuso, che da assessore, e commenta la fitta ragnatela di intercettazioni che ha portato la Finanza a indagare su Concorsopoli. Una trama politico – sanitaria che riguarda i vertici dell’ Università e dell’ amministrazione.

“Quella che si pone per la pubblica amministrazione è una questione morale” sottolinea Mancuso: “Il tramonto del valore dell’ imparzialità delle istituzioni”.

Assessore, cosa pensa di questa storia? – “Che ci sono soprattutto affari, corruzione e potere. Vecchie e nuove lobby che controllano la sanità, i concorsi, tutto”.

Massoni e ciellini. – “Sì, due fronti contrapposti. A Medicina, e nella sanità bolognese è sempre stato così. A volte bisognava truccare i concorsi anche per far vincere i migliori”.

La preside Maria Paola Landini ha denunciato “pressioni e ricatti” attorno al concorso di Igiene vinto da Paolo Cacciari, ma poi ha spinto per l’ avvicendamento alla direzione del Sant’ Orsola.

Come giudica la sua posizione? – “E’ una persona che ha avuto il coraggio di assumersi le sue responsabilità di fronte alla magistratura. Un atto di coraggio. Anche se ha avuto la tendenza a difendersi accettando logiche e schemi non in linea con la legalità”.

Che avrebbe dovuto fare? – “Avrebbe dovuto denunciare tutto alla magistratura prima di restare coinvolta. Come pure Cacciari”.

Sono coinvolti anche vertici politici di Regione, Provincia e Comune. – “L’ amministrazione comunale mi pare ne esca bene. Ma di fondo c’ è un problema morale. Le istituzioni dimenticano il dovere di attenersi al dettato costituzionale della imparzialità della pubblica amministrazione. Un valore che sta tramontando in un sistema malato”.

Come se ne esce? – “Attraverso l’alleanza tra persone corrette alla guida delle istituzioni e con la collaborazione della magistratura. Il guaio è che quando la situazione si incancrenisce manca un coraggio fondamentale: quello della denuncia”.

Articolo di SILVIA BIGNAMI. la Repubblica.it

La salute dell’acqua pubblica

“Io da docente di chimica organica all’Universtà di Bologna da oltre 30 anni ho sempre denunciato la cancerogenità delle acque degli acquedotti pubblici trattate con cloro derivati che producono nelle acque potenti cancerogeni. I dirigenti delle USL, miei ex student, gia 30 anni fa mi confermarono i miei dati ma mi dissero che per non creare panico dovevano tacere. Sono passati oltre 30 anni e i morti per cancro per queste acque , in tutta Italia, sono continuate e continueranno Negli USA questi addittivi furono proibiti già dagli anni 60 ma noi continuiamo a uccidere con le acque pubbliche.che io ovviamente da 30 anni non uso più neppure per cucinare”.

Giovanni Rubini

La Vocazione, per un massone

Il dottore, al contrario, la ritenne una prova spendida di una vocazione travolgente: l’unica forza capace di contenere i suoi diritti all’amore. E in particolare la vocazione artistica, la più misteriosa di tutte, alla quale si consacra la vita intera senza aspettarsene nulla.(…) E terminò con un affascinante sorriso da massone irredimibile: “Proprio come la vocazione del prete”.

        Gabriel García Márquez, Vivere per raccontarla

 

 

Snowden: I giornalisti d’inchiesta dovrebbero fare domande ai potenti

Edward-Snowden-FOPF-2014

“Il giornalismo è una delle armi più efficaci che abbiamo, forse l’unica.

Dobbiamo pretendere risposte dai potenti”.

 

Chi andrà per noi? Allora io risposi: “Eccomi! Ecco le mie domande ai potenti”

  1.  Perchè la ricerca è in mano a certi Professori che spesso sono contemporaneamente ordinari di cattedra statale, Primari di reparto in ospedali pubblici, membri o presidenti di ONLUS private e consulenti di determinate case farmaceutiche?

  2. Perché un farmaco chemioterapico arriva a costare alla comunità 3500 euro a scatola, per una cura di due scatole al mese per un tempo indeterminato non inferiore a cinque anni, se parte della ricerca è stata condotta da una “ONLUS della ricerca” con svariati milioni di euro provenienti da donazioni, e le sperimentazioni sono avvenute in strutture pubbliche – già a carico della pubblica amministrazione?

  3. Perché giuridicamente non è reato per un medico-oncologo l’omessa informazione in merito all’esistenza di un farmaco che ha già salvato la vita ad altre persone?

  4. Perché, stando a quello che mi ha detto un giudice in pensione, non esiste il penale per i medici? Perché non c’è mai il dolo eventuale? Perché non viene riconosciuta la responsabilità nel 95% delle denuncie di malasanità? C’é davvero una esagerata o errata sensazione del paziente nel sentirsi parte offesa?

  5. Perché un farmaco rimane di proprietà esclusiva di una casa farmaceutica nonostante sia stato prodotto attraverso sovvenzioni statali e agevolazioni fiscali?

  6. Perché nel 2004 il Ministro Sirchia firma la legge che prevete che i risultati ottenuti dalle associazioni e fondazioni ONLUS rimangono di loro proprietà? Come funzionano le Onlus della ricerca? Il Ministro Sirchia, nel 2004, era membro di quale fondazione ONLUS?

  7. Chi decide quanto deve costare un farmaco di cui si sa già fin dall’inizio che sarà a completo carico della pubblica amministrazione?

  8. Perché si cerca di migliore la comunicazione tra gli ospedali e non si prende in considerazione anche il problema della poca collaborazione tra i colleghi dello stesso ospedale?

  9.  Perché non si può ricevere il sangue da un conoscente, controllato, disponibile e compatibile, ed è invece obbligatorio utilizzare il sangue esclusivamente dal Servizio Immuno Trasfusionale?

  10.  Perchè quando falliscono i protocolli terapeutici il medico curante non ha il dovere giuridico di inviare il malato a una cura scientificamente provata che ha ottenuto la guarigione o la sopravvivenza di più persone invece di inviarlo alla dolce morte?

  11. Perché può succedere che una casa farmaceutica tolga un farmaco in ultima fase di sperimentazione, in prossimità dalla commercializzazione e già riconosciuto e accreditato dalla comunità scientifica, per una banalità e a sua discrezione?

  12. Perché si deve ringraziare un Professore se si arriva a una sperimentazione in tempo utile?

  13. Perché chi è colpito da una malattia grave non viene informato su tutte le strutture in grado di seguirlo in modo da poter fare una scelta?

  14. Perché un malato oncologico ha una recidiva e un altro no? Sono mai stati fatti studi riguardanti la relazione tra recidive e le condizioni psicologiche del paziente?

  15. Perché se, in un vecchio cocktail chemioterapico, c’è un farmaco che è risaputo che è inutile e si sa che è potenzialmente tossico, un medico non pensa di non inserirlo e lo toglie solo quando ha già creato il danno?  Vedi “Qualcosa che non muore”, capitolo Il giocattolo non necessario, pag. 33.

  16. Perché, se durante una cura oncologica si contrae il virus dell’epatite, non è possibile dimostrare il nesso tra l’aver contratto il virsus e l’ultima trasfusione di sangue effettuata?

  17. Perché, nonostante sia stato creato il costoso Coordinamento Regionale Malattie Rare, i medici di una Azienda Sanitaria non hanno l’obbligo di indirizzare il malato affetto da malattia rara verso i centri preposti e/o a comunicare almeno con loro?

  18. Perché ci sono strutture sanitarie d’Eccellenza che fanno fatica a trovare una copertura assicurativa? Che altri paramentri hanno le Compagnie d’assicurazione che a noi utenti non vengono divulgati?

  19. Perché la certificazione d’Eccellenza si acquista presso una società privata e viene rilasciata in base al materiale cartaceo consegnato e non sull’andamento della struttura? A cosa serve la certificazione d’Eccellenza?

  20. Perché ogni Regione ha voluto il suo Centro Trapianti di midollo? Perché si pubblicano solo il numero degli interventi e non le percentuali di esito positivo? Vedi “Qualcosa che non muore” – Il gioco delle tre carte – Il paesaggio italiano.

  21. Perché lo Stato non si fida dei suoi medici e costringe l’ammalato affetto da patologia grave, già diagnosticata, quando chiede il diritto all’invalidità e il tagliandino per parcheggiare, a sottoporsi al giudizio e alle domande spesso umilianti dei componenti di una Commissione Medica che lo vedono per la prima volta e che trascrivono i referti? A cosa servono le Commissioni Mediche per l’invalidità se i parametri sono tutti incasellati e può compilare il foglio dell’invalidità il medico ospedaliero curante? Vedi “Qualcosa che non muore” – Fame e sete

  22. Potrebbe essere possibile un conflitto d’interesse tra l’INPS, Stato e Commissioni Mediche?

  23. Perché, se è riconosciuta la connessione mente corpo e l’importanza della relazione medico-paziente, il “sistema Sanità” non riesce a misurare quanto importante sia nell’esito di una cura?

  24. Perché, se é riconosciuta la scuola post laurea in psicoterapia e psicosomatica, alcuni primari di oncologia inseriscono nel loro organico laureati in psicologia privi di queste specializzazioni, che possono fare per legge non più di un colloquio per paziente?