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Non vi può essere alcuna discriminazione tra i malati

Sergio Mattarella

Non vi può essere alcuna discriminazione tra i malati: è indispensabile che i progressi della scienza, delle terapie e delle tecniche diagnostiche vadano a vantaggio di tutti, confermando quel principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, senza che vi siano esclusioni o discriminazioni sulla base delle condizioni economiche dei pazienti”

 Sergio Mattarella  Presidente della Repubblica

 

Caro Presidente. Quello che mi irrita é l’ipocrisia istituzionale

Caro Presidente,

sono nato e cresciuto in Italia. Sono uno dei tanti chiusi nel proprio orticello che pregano Dio che Renzi cambi l’Italia prima di essere colpito a morte.

Da bambino ascoltavo i vecchi, quelli che erano nati prima di lei, quelli che all’epoca della mia giovinezza venivano chiamati “ragazzi del 99”. Andavano per le scuole elementari a raccontare alcuni fatti che erano accaduti durante la grande guerra, fatti che non si trovavano nei libri di scuola.

Dicevano che l’artiglieria italiana sparava ai propri soldati impauriti e chiusi in trincea per costringerli ad avanzare. Non raccontavano cose belle neppure dei comandanti italiani, dicevano che rimanevano al riparo e sparavano ai soldati storditi che si riparavano tra gli alberi. Finivano i loro discorsi dicendo che il miglior esercito del mondo doveva essere fatto di soldati italiani e ufficiali dell’Impero.

Tutte immagini che s’imprigionano nella mente di un bambino.

A diciannove anni sono andato a fare il militare, il soldato, in provincia di Caserta, un luogo dove il maresciallo addetto alla cucina aveva la madre che vendeva, in un garage nel centro del paese, le stesse bibite e detersivi presenti in caserma. Perché racconto tutto questo?

Perché se c’è una cosa che mi irrita più della morte è l’ipocrisia degli adulti, e perché alle 7.30 di ogni alzabandiera dovevo per forza ascoltare l’ufficiale di picchetto che raccontava, con il megafono attaccato alla bocca, le varie gesta di coloro che dovevano essere da esempio.

Ricordo ancora la stanchezza, il sonno, io in piedi sull’attenti assieme agli altri, mentre sognavo quei “ragazzi del 99” bombardati alle spalle, e mentre venivo infastidito da quelle frasi metalliche ripetute per giustificare delle medaglie al valore che facevano bene a un esercito: “eroica figura, durante cruento combattimento, incurante di sè alla testa dei più animosi, colpito mortalmente rimaneva in piedi appoggiato ad un albero”. Tutte le stesse immagini ogni mattina.

In questi ultimi giorni, durante una trasmissione televisiva, ho sentito il Presidente del Consiglio indicare il carattere che dovrebbe avere il nuovo Presidente della Repubblica: “una persona che non sia polemica”

Ecco perché le scrivo. Vorrei capire perché i grandi non possono essere polemici.

Mazzini non lo era? San Giuda non era forse un polemico? Perché un Capo di Stato non può scavare, e scagliarsi con tutte le sue forze contro le Istituzioni, se queste fanno del male agli indifesi?

Lino Berton