Archivio Tag: Ombra

Conobbi l’ombra un’estate da bambino

 

Solo quando mi trovai nella barca, sul mare ghiacciato, dentro al nostro sogno, capii che mi ero legato a una tela più grande di quella che la mia mente era abituata a dipingere. Lo capii mentre guardavo il cielo nero.

Conobbi l’ombra un’estate da bambino.

Alla fine delle scuole medie, il professore d’educazione artistica mi prese in disparte e mi sottopose tutti i miei disegni; tutti rappresentavano una scogliera con una piccola spiaggia e la linea dell’orizzonte accoglieva un mezzo sole che si specchiava sul mare. Quel sole permetteva al mio pensiero di uscire dall’Inferno. Quel sole era il mio chiodo fisso, riusciva a tenermi aggrappato a ciò che vedevo oltre me stesso. Quel sole mi rendeva libero di pensare e disegnandolo trovavo lo spiraglio capace di farmi uscire da lì.

Da Qualcosa che non muore – pag. 24 – 25 – capitolo Il sole di Munch

Blog di Lino Berton

Il blog racconta i caratteri di persone, corporazioni e istituzioni che hanno in mano il destino degli altri. Pone domande a chi decide per l’altro, come Piggy nel “Signore delle mosche”. È incuriosito dai valori della società come l’indifferenza, la connivenza, l’omertà, la vocazione e la volontà di potere. È dalla parte della speranza e dell’amore per la verità

 


Psicotanatologia? Le chiamano insonnia, incubi, depressione

Mi sveglio nella notte e le emozioni sono lì.

Ho paura del futuro, sono solo. Mi tormenta l’incapacità di rispondere a quello che ci si aspetta da me. Sarebbe più facile essere morto. Qualunque cosa io faccia, dovunque mi volga, è sbagliato. I pensieri notturni mi assalgono. Seduti sul bordo del letto, mi riempiono la testa di critiche taglienti e il cuore di disperazione. Mi agito e mi rivolto nel letto, oppure giaccio irrigidito e sveglio implorando la quiete e il sonno. Come dèmoni dalle nere ali, le emozioni vengono la notte per alcune ore.

Le chiamano insonnia, incubi, depressione.

Ma il linguaggio non fa che mascherare il volto delle emozioni che sono visitazioni da un altro mondo (…) la pienezza e la bellezza di uno sfondo invisibile…

James Hillman, Politica della bellezza