Archivio Tag: Michele Baccarani

Sanità e facoltà di Medicina. Chi controlla chi

“Ci sono due lobby, Massoneria e Cielle, che controllano la Sanità e la facoltà di Medicina. E’ sempre stato così. Ma è uno spaccato inquietante”.

Parla più da ex magistrato, Libero Mancuso, che da assessore, e commenta la fitta ragnatela di intercettazioni che ha portato la Finanza a indagare su Concorsopoli. Una trama politico – sanitaria che riguarda i vertici dell’ Università e dell’ amministrazione.

“Quella che si pone per la pubblica amministrazione è una questione morale” sottolinea Mancuso: “Il tramonto del valore dell’ imparzialità delle istituzioni”.

Assessore, cosa pensa di questa storia? – “Che ci sono soprattutto affari, corruzione e potere. Vecchie e nuove lobby che controllano la sanità, i concorsi, tutto”.

Massoni e ciellini. – “Sì, due fronti contrapposti. A Medicina, e nella sanità bolognese è sempre stato così. A volte bisognava truccare i concorsi anche per far vincere i migliori”.

La preside Maria Paola Landini ha denunciato “pressioni e ricatti” attorno al concorso di Igiene vinto da Paolo Cacciari, ma poi ha spinto per l’ avvicendamento alla direzione del Sant’ Orsola.

Come giudica la sua posizione? – “E’ una persona che ha avuto il coraggio di assumersi le sue responsabilità di fronte alla magistratura. Un atto di coraggio. Anche se ha avuto la tendenza a difendersi accettando logiche e schemi non in linea con la legalità”.

Che avrebbe dovuto fare? – “Avrebbe dovuto denunciare tutto alla magistratura prima di restare coinvolta. Come pure Cacciari”.

Sono coinvolti anche vertici politici di Regione, Provincia e Comune. – “L’ amministrazione comunale mi pare ne esca bene. Ma di fondo c’ è un problema morale. Le istituzioni dimenticano il dovere di attenersi al dettato costituzionale della imparzialità della pubblica amministrazione. Un valore che sta tramontando in un sistema malato”.

Come se ne esce? – “Attraverso l’alleanza tra persone corrette alla guida delle istituzioni e con la collaborazione della magistratura. Il guaio è che quando la situazione si incancrenisce manca un coraggio fondamentale: quello della denuncia”.

Articolo di SILVIA BIGNAMI. la Repubblica.it

Chi ha un linfoma e una leucemia ha “una vita grama”

 

Le cure per il linfoma linfoblastico cellule T sono quelle specifiche  del linfoma linfoblastico cellule B e sono le medesime della leucemia linfoblastica acuta. In ogni caso, la vita di ogni paziente oncologico è “una vita grama” (vedi video intervista al Professor Michele Baccarani).

Il paziente si deve completamente affidare a qualcuno e deve sperare di essere preso in cura seriamente e deve pregare di essere informato se c’é una cura specifica innovativa.

 

Attenzione

Il meccanismo d’informazione – Ema, Coordinamento Regionale Malattie Rare, Reparti di ematologia, Primari, pazienti – non funziona sempre. Quindi consiglio di avere sempre due occhi su internet.

La cura prevede alte dosi di chemioterapia. Ad ogni ciclo si va per alcuni giorni in isolamento e ci si sente spesso deboli. Si entra in un campo minato dove non esistono più difese immunitarie e non esistono più DIRITTI. I propri diritti diventano favori.

Il paziente oncologico dipende dall’attenzione dell’oncologo, dalla filosofia del Primario, dalla coesione del reparto di ematologia e dalle capacità di relazione degli ematologi-oncologi con i colleghi di altri reparti della stessa struttura ospitante. Spesso ci si scontra con gli interessi personali e l’indifferenza, quindi è bene avere qualcuno di combattivo vicino e stare comunque sempre molto attenti. Reclamare i propri diritti può suscitare la non benevolenza dei medici curanti quindi consiglio ai pazienti di tenere un basso profilo e, se necessario, di delegare le rimostranze a un parente disposto a esporsi.

 

Per approfondire l’argomento vai alle pagine

Linfoma linfoblastico cellule T

I diritti umani dei malati

La malattia di Sandra raccontata nel libro

Le commissioni mediche e il cancro