Archivio Tag: Lavorare con amore

Infuriati, infuriati contro il morire della luce

Non andartene docile in quella buona notte,
i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
infuria, infuria, contro il morire della luce.

Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
perchè dalle loro parole non diramarono fulmini
non se ne vanno docili in quella buona notte,

I probi, con l’ultima onda, gridando quanto splendide
le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
troppo tardi imparando d’averne afflitto il cammino,
non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

Dylan Thomas. Non andartene docile in quella buona notte

 

Presentazione-dibattito di “Qualcosa che non muore”: fare tutto il possibile per salvare una vita

Il tema della presentazione-dibattito che si terrà giovedi 22 settembre alle 20.30 a Maerne di Martellago

é l’impegno del medico a “fare tutto il possibile per salvare una vita”,e se questo impegno esiste sempre

Il ricavato dei libri venduti per l’evento di Martellago sarà devoluto all’associazione “Con gli occhi di Celeste” WWW.congliocchidiceleste.org

 

“Il Professore aveva un sorriso simpatico e dava subito del tu; rimasi a osservarlo per un paio d’ore.

[…] non guardò nient’altro che la sua paziente e i fogli da compilare – se avesse guardato almeno una volta lo spessore dei chiodi della suola delle mie scarpe, se ci avesse davvero guardato, si sarebbe inevitabilmente innamorato della neve che copriva il fiore che avevo tra le mani.

Se avesse provato amore, almeno per un istante”

Da Qualcosa che non muore – pag. 165 – capitolo Le mie scarpe chiodate

 

in primo piano

Tra gli scaffali

Qualcosa che non muore

Foto concesse dal negozio La Perla di Masiero A. & C. Snc

Ricerca libera sul cancro: “essere” di gruppo senza appartenervi

Dell’intero gruppo che da anni mi affianca, ci sono fisici, chimici, biologi, medici ciascuno di loro ha dato un contributo fondamentale. Un nanofarmaco da solo non riesce a eliminare le metastasi, come non lo può fare una chemioterapia o un farmaco molecolare. Si è visto che per sradicare centinaia di metastasi e impedirne il riformarsi per un tempo lungo è fondamentale far agire il farmaco un punto preciso: dove non può essere attaccato dai sistemi di difesa del corpo, là dove resistono le staminali del cancro

Mauro Ferrari presidente del Methodist Hospital Research Institute di Houston, esperto di nanotecnologie applicate alla medicina. Vedi articolo di Gioia Locati

Credo nella bontà, parola oggi impronunciabile, e nel rapporto uno a uno

“Non credo nella giustizia neanche più per un secondo. In nome della giustizia si sono fatti i peggiori crimini ed ancora oggi vengono commessi. Credo nella bontà, credo nel bene fatto occhio che guarda nell’occhio, mano che stringe mano.  (…)

Non ho alcuna speranza verso le istituzioni, non ho alcuna speranza verso la politica, non ho alcuna speranza verso i media. In questa catastrofe depressiva in realtà ho imparato a riconoscere il gesto di bontà al di là dell’ideologia del bene, quindi non le associazioni, non i guru e non i gruppi che vogliono raccontare che fanno del bene e della giustizia”.

Roberto Saviano, Sky TG24 HD

Sintesi

Alcuni hanno in mano la ricerca, e contemporaneamente sono ordinari di cattedra statale, Primari di reparto in ospedali pubblici, membri o presidenti di ONLUS private e consulenti di determinate case farmaceutiche.

Lo Stato di diritto non esiste, i diritti sono favori.

Per salvarti devi entrare nelle loro grazie