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Non bisogna credere che tutti i ricercatori siano imbroglioni

… non bisogna credere che tutti i ricercatori siano degli imbroglioni. La maggioranza è onesta. Così come è sbagliato affermare che tutti i ciclisti professionisti siano dopati. Ma ciò che è certo è che la truffa ha preso una proporzione tale da falsare la competizione. E in un sistema in cui la competizione è il principio guida, questo falsa il funzionamento del sistema nel suo insieme.

Laurent Ségalat, La scienza malata? pagine 70-71

Risultati scientifici al servizio delle quotazioni in borsa

Come si può immaginare che siano oggettivi gli articoli scientifici in cui la metà degli autori appartiene a qualche azienda? Quando ogni parola dell’articolo, per esempio nella sanità, pesa sulle quotazioni delle azioni della società, può costare ai dirigenti il loro posto e la pensione dorata, o può, per i più piccoli, significare la chiusura del rubinetto della liquidità? Come possiamo credere che i risultati presentati non siano scelti, abbelliti, edulcorati per rendere l’apparenza più bella della realtà? Questa ipocrisia del sistema conduce alla sua rovina.

Laurent Ségalat. La scienza malata? Pag. 70

 

 

Le riviste scientifiche sono imprese commerciali

Gli editori delle riviste più prestigiose, tra cui le più celebri sono Nature e Science, non lavorano per la scienza. Lavorano per la prosperità delle loro riviste, che sono imprese commerciali obbedienti alle leggi del mercato. La maggior parte degli scienziati continua a vivere nell’illusione che gli editori siano dei loro alter ego preoccupati soprattutto dall’avanzamento delle conoscenze. Ciò rimane vero per le piccole riviste, ma non lo é più per quelle importanti che influenzano l’insieme del sistema.

Laurent Ségalat. La scienza malata? Pag. 49

La vita del ricercatore é una corsa alle pubblicazioni

Il sistema ha trasformato i ricercatori in cavalli da corsa. Bisogna correre, correre, correre sempre, e più veloce degli altri. La vita del ricercatore é una vita di competizione permanente in cui le pubblicazioni sono i riconoscimenti. La vita del ricercatore é diventata una corsa alla pubblicazione.

Laurent Ségalat. La scienza malata? Pag. 35

Il 30% dei ricercatori manca di rigore scientifico

“Nel 2002, dopo che Nature e Science ebbero ritirato in un colpo solo una quindicina di articoli del falsario Schön, i caporedattori di queste riviste anunciarono, con il cuore in mano, che non ci sarebbero più cascati.

Sette anni più tardi il tasso di ritrattazione degli articoli non é mai stato così alto. La comunità scientifica non sembra essere turbata oltre misura.

Uno studio pubblicato da Nature nel 2005 mostrò che un terzo dei ricercatori americani ammetteva di prendersi alcune libertà nei confronti delle regole deontologiche.

Avremmo potuto aspettarci che questa rivelazione facesse l’effetto di un fulmine a ciel sereno e, sospesa ogni altra attività, fosse seguita dagli stati generali della professione per rimettere un minimo d’ordine.

Nulla é successo”.

Laurent Ségalat. La scienza malata? Pag. 9