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Quanti fili invisibili connettono la nostra esistenza

Il 27 gennaio 2017 sono andato con degli amici al cinema-teatro Kolbe di Mestre per il film-documentario “A German Life” di Feltrinelli Real Cinema. La protagonista era Brunhilde Pomsel, ex segretaria ancora in vita del ministro della Propaganda nazista Joseph Göbbels. Da vera attrice da primato di longevità umana, é riuscita a interpretare la banalita del male che ci circonda senza dare alcun senso per tutta la durata della pellicola.

Scopro ora, a distanza di tre giorni, che proprio quel giorno, il 27 gennaio, é morta a 106 anni Brunhilde Pomsel, e proprio nel Giorno della memoria delle vittime dell’olocausto. Quanti fili invisibili connettono la nostra esistenza.

Diceva: “Il problema sono gli egoismi (…) Non abbiamo mai saputo nulla dello sterminio degli ebrei. Mi dovrei sentire in colpa per non essermi interessata alla politica? Non mi sento colpevole. Se sono colpevole, allora tutto il popolo tedesco é colpevole. (…) Non potevo oppormi, faccio parte dei vigliacchi”.

 

 

I problemi ci tengono in vita

Perché  ci concentriamo con tanta intensità sui nostri problemi? Che cosa ci attira verso di essi?

Perché posseggono la forza magnetica dell’amore: in un certo senso noi desideriamo i nostri problemi, ne siamo innamorati nella stessa misura in cui vorremmo liberarcene (…).

Ebbene, se il problema contiene un terzo elemento misterioso, irresistibile, affascinante, questo non può che essere un oggetto d’amore o un punto dove si nasconde l’amore stesso: proprio lì, in quel problema.

Ciò significa che i problemi sono, sotto ogni apparenza, una cosa buona, o, si potrebbe dire, più che problemi sono emblemi, come gli emblemata rinascimentali, un intrico impossibile di figure intrecciate che riescono incomprensibili eppure costituiscono il motto o il blasone, la famiglia essenziale elevata alla dignità di emblema che tiene in vita…

I problemi ci tengono in vita; per questo, forse non se ne vanno mai. Che cosa sarebbe la vita senza di essi? Totalmente sedata e senza amore. Dentro ciascun problema è nascosto un amore segreto…

James Hillman, Fuochi blu

Misteriosi incontri di coincidenze

L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.

Non si può quindi rimproverare ad un romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze, ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze della vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione di bellezza

Milan Kundera