Archivio Tag: I professionisti del bene

Promuovere la cura e il benessere delle persone lo si fa solo avvalendosi di “professionisti”. Essere professionisti del bene farà bene

Sintesi

Alcuni hanno in mano la ricerca, e contemporaneamente sono ordinari di cattedra statale, Primari di reparto in ospedali pubblici, membri o presidenti di ONLUS private e consulenti di determinate case farmaceutiche.

Lo Stato di diritto non esiste, i diritti sono favori.

Per salvarti devi entrare nelle loro grazie

Essere schiavi. Non voglio entrarci

Passò il sabato e passò la domenica, e il Professore somministrò a Sandra una chemio senza avvisarci e senza il consenso informato – così in seguito poté dire che almeno aveva fatto qualcosa.

Gemcitabina, 1500 mg. Era martedì e quando arrivai Sandra era attaccata alla flebo da mezz’ora con il flacone ormai a metà. Capii che l’epatite si sarebbe fatta sentire presto.

Uscii in corridoio e trovai l’Aiuto Piccolo. Di solito gli Aiuti rimanevano sotto le ali del Professore quando succedeva qualcosa di pericoloso, ma quel giorno si fece trovare lì, ben visibile vicino la porta. In quel minuscolo reparto erano tutti ricercatori, assomigliavano ai Bravi dei Promessi Sposi – “coloro i quali… senza salario o pur con esso, s’appoggiano a qualche cavaliere… per fargli spalle o favore” – ma quel giorno, trovandomelo di fronte “Perché l’avete fatto? Ora le transaminasi andranno alle stelle”.

–   “Probabilmente saliranno, ma sappia che non troverà mai, in nessuna parte del mondo, un medico disposto a dichiarare cosa abbia fatto realmente salire le transaminasi”.

–   “Sta scherzando?”.

“Io non avrei mai inserito qualcuno fuori dal protocollo, tantomeno per un favore a un amico, il Professore ha sbagliato tutto, non voglio entrarci in questa faccenda”.

–   “Dov’è il Professore?”.

–  “Nel suo ufficio. Nell’altro stabile”.

Alcuni uomini nascono per essere schiavi.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag. 179-180 – capitolo Non voglio entrarci

I temi delle presentazioni

Qui i temi delle presentazioni del libro Qualcosa che non muore. Dall’amore di coppia a quello dell’Anima passando per l’arte, i diritti del malato, la Teologia, la Giustizia, l’ipocrisia istituzionale e la morte nel cuore di uno Stato, e la Speranza di una vera Rivoluzione

 

 

Una storia vera

 

 

L’arte

 

Quando si vive il male

 

 

 

L’amore combatte la morte

 

  • Il legame di due ombre
  • Ogni uccello cerca la propria gabbia
  • Senza Ragione
  • La follia dell’intimità
  • La paura dell’amore distratto

 

Il dolore

 

  • La depressione reattiva
  • Il dolore durante una cura importante

La morte

 

 

 Teologia

 

  • Amore contro Dio. Questo é amore?
  • Un crimine a un essere umano é un crimine a Cristo?
  • Perché scrivere “Qualcosa che non muore” é stato un’operazione teologica
  • Eutanasia e Speranza
  • Speranza o accanimento terapeutico
  • Non chiamarlo “destino”
  • Perché la parola “destino”, come ha detto Papa Benedetto XVI, é una bestemmia?
  • La navigazione tra il “Libero arbitrio” e il “Servo arbitrio”
  • La benedizione dell’ultimo viaggio
  • La follia di credere in qualcosa
  • Cosé il falco in “Qualcosa che non muore”?
  • Se qualcuno crede che esista la connessione tra psiche e corpo, esiste anche tra anima e corpo?

 

La morte delle istituzioni

  • Può morire l’idea di istituzione?
  • Romanticismo

Psiche e cancro

 

  • Il carattere dell’ammalato
  • Il conflitto
  • Cos’é la psicosomatica
  • Cos’é l’Ombra
  • Le emozioni

Domande:

  • Perché un malato oncologico ha una recidiva e un altro no?
  • Perchè quando falliscono i protocolli terapeutici il medico curante non ha il dovere giuridico di inviare il malato a una cura scientificamente provata che ha ottenuto la guarigione o la sopravvivenza di più persone invece di inviarlo alla dolce morte?

I limiti autoimposti della psicosomatica

 

  • La giovane psicologa

Domande

    • Sono mai stati fatti studi scientifici riguardanti la relazione tra recidive e le condizioni psicologiche del paziente?

      • Perché, se é riconosciuta la scuola post laurea in psicoterapia e psicosomatica, alcuni primari di oncologia inseriscono nel loro organico laureati in psicologia privi di queste specializzazioni, che possono fare – per legge – non più di un colloquio per paziente?

      • Perché, se è riconosciuta la connessione mente corpo e l’importanza della relazione medico-paziente, il sistema non riesce a misurare quanto importante sia nell’esito di una cura?

 

 

La psiche delle corporazioni

 

  • Il carattere del medico
  • L’atteggiamento schizoide di un medico per mantenere gli interessi
  • Perché esistono medici che credono nella Fortuna e nella Sfortuna

La vocazione

I nuovi valori

 

Scarsa o assente comunicazione

 

  • tra colleghi di uno stesso reparto
  • tra i vari reparti
  • tra gli enti e le varie strutture ospedaliere
  • tra medico e paziente
  • tra medico di famiglia e il medico ospedaliero
  • tra enti e ospedali
  • Cos’é la sfortuna nella cura di una malattia importante?

 

Il consenso informato

 

 

 

La presa in cura, e in carico

 

  • La “presa in cura che si studia” e il senso dell’ammalato
  • La presa in cura dell’ombra di una malattia
  • Chiusi in un campo minato

 

 

“Nesso” alla cura

 

  • Impegno pieno
  • “L’interesse distratto”
  • L’incuranza come nesso causale con una cura che fallisce

 

L’archetipo della sicurezza

 

  • Tra “affido totale” e “diffidenza”
  • Il bisogno di sicurezza
  • Parallelo tra “Qualcosa che non muore” e “Se questo é un uomo”

 

I volontari delle ONLUS della ricerca

 

  • Il bisogno – di chi è guarito – di sentirsi non solo fortunato, ma anche salvato
  • L’acriticità
  • Il senso di appartenenza a un gruppo, per il “bene”

Le ONLUS della ricerca

 

  • Quando lo Stato non c’é
  • Di chi sono le ONLUS
  • Chi va a “studiare” chi c’é dietro a ogni ONLUS?
  • Rete di “amici”: io aiuto te così tu aiuti me

 

La ricerca scientifica

 

Si può partecipare o dirigere, promuovere, organizzare un’associazione per acquisire la gestione o il controllo di attività economiche, di concessioni e di autorizzazioni per realizzare profitti per sé o per altri?

  • l’omerta dei piccoli ricercatori
  • le case farmaceutiche
  • l’AIFA: una realtà solo italiana

Domande:

  • Perchè la ricerca è in mano a certi professori che spesso sono contemporaneamente ordinari di cattedra statale, Primari di reparto in ospedali pubblici, membri o presidenti di Onlus private e consulenti di determinate case farmaceutiche?
  • Perché nel 2004 il Ministro firma la legge che prevete che i risultati ottenuti dalle associazioni e fondazioni Onlus rimangono di loro proprietà? Come funzionano le Onlus della ricerca?
  • Perché un farmaco chemioterapico arriva a costare alla comunità 3500 euro a scatola, per una cura di due scatole al mese e per un tempo non determinato ma comunque non inferiore a cinque anni, se parte della ricerca è stata condotta da una “Onlus della ricerca” con svariati milioni di euro proventi da donazioni e le sperimentazioni sono avvenute in strutture pubbliche già carico della pubblica amministrazione
  • Perché può succedere che una casa farmaceutica tolga un farmaco in ultima fase di sperimentazione, in prossimità dalla commercializzazione e già riconosciuto e accreditato dalla comunità scientifica, per una banalità e a sua discrezione?
  • Perché un farmaco rimane di proprietà esclusiva di una casa farmaceutica nonostante sia stato prodotto attraverso sovvenzioni statali e agevolazioni fiscali

  • Chi decide quanto deve costare un farmaco di cui si sa già fin dall’inizio che sarà a completo carico della pubblica amministrazione?

I diritti

 

  • Diritti umani
  • Diritti del malato sono favori

Le ipocrisie della casa del malato

 

  • La trasparenza sui risultati dei centri trapianto
  • Tra certificazione e autoreferenzialità

Domande:

  • Perché ogni Regione ha voluto il suo Centro Trapianti di midollo?
  • Perché si pubblicano solo il numero degli interventi e non le percentuali di esito positivo?
  • Perché la certificazione d’Eccellenza si acquista presso una società privata e viene rilasciata in base al materiale cartaceo consegnato e non sull’andamento della struttura? A cosa serve la certificazione d’Eccellenza?
  • Perché ci sono strutture sanitarie d’Eccellenza che fanno fatica a trovare una copertura assicurativa?
  • Che altri paramentri hanno le Compagnie d’assicurazione che noi utenti non conosciamo?

Le Commissioni mediche, per certe malattie come il cancro

 

Domande

  • Perché lo Stato non si fida dei suoi medici e costringe l’ammalato affetto da patologia grave, già diagnosticata, quando chiede il diritto all’invalidità e il tagliandino per parcheggiare, a sottoporsi al giudizio e alle domande spesso umilianti dei componenti di una Commissione Medica che lo vedono per la prima volta e che trascrivono i referti.

  • A cosa servono le Commissioni Mediche per l’invalidità se i parametri sono tutti incasellati e può compilare il foglio dell’invalidità il medico ospedaliero curante o il medico di famiglia?

Il Servizio Immuno Trasfusionale e il virus dell’epatite

 

Domande:

  • Perché non si può ricevere il sangue da un conoscente, controllato, disponibile e compatibile, ed è invece obbligatorio utilizzare il sangue esclusivamente dal Servizio Immuno Trasfusionale?

  • Perché, se durante una cura oncologica si contrae il virus dell’epatite, non è possibile dimostrare il nesso tra l’aver contratto il virsus e l’ultima trasfusione di sangue effettuata?

 

 

Non esiste il penale per i medici

 

Gennaio 2013. Dambruoso Stefano, ex magistrato, in considerazione della sua candidatura per la Lista Monti alla Camera e in occasione dello “sciopero delle sale parto”, rassicura i medici: “La giurisprudenza non è contro di voi. Come dimostrano le assoluzioni in oltre il 95% dei casi”.

  • Giustizia riparativa
  • Se non c’è il penale non si fanno le indagini

Verità e giustizia

 

  • La ricerca della verità
    • Credere al destino, alla sfortuna, metterci una pietra sopra o cercare la verità?
  • Rimozione, negazione e annullamento: tre meccanismi psichici che, secondo la psicosomatica, sembrano capaci di portare al cancro

Domande:

  • Perché non c’è mai il dolo eventuale?
  • Perché giuridicamente non è reato l’omessa informazione in merito all’esistenza di un farmaco che ha già salvato la vita ad altre persone?
  • Perché non viene riconosciuta la responsabilità del medico e della struttura nel 95% delle denuncie di malasanità? C’é davvero una esagerata o errata sensazione del paziente nel sentirsi parte di una offerta sanitaria che è strutturata sempre di più come un “mercato”?

 

 

Qualcosa che non muore: cosa significa scrivere una storia vera

Scrivere un romanzo come Qualcosa che non muore, dopo che tutto è accaduto, significa considerare che molto di quello che è successo non doveva essere lasciato al ricordo del solo dolore, ma doveva essere usato come linguaggio, come prova sincera per il presente e il futuro:

 

Copertina del libro Qualcosa che non muoremolti muoiono ancora a causa di un linfoma o di una leucemia credendo sia nel loro destino, non scavano alla ricerca della verità e non vengono a sapere che avrebbero potuto avere altre possibilità.

Scrivere Qualcosa che non muore significa descrivere lo smarrimento che si vive quando non c’è la sensibilità della presa in cura, quando si è costretti a vivere per parecchio tempo in un ospedale, quando si è vittime di mille errori, quando si sa che non si viene ascoltati, quando le istituzioni non sono presenti, quando i diritti divengono favori, quando ti viene tolta una cura che è efficace “per una banalità” e la vita diventa nient’altro che morte e ti ritrovi a combattere solo contro i muri di gomma

 

 

 

 

Snowden: I giornalisti d’inchiesta dovrebbero fare domande ai potenti

Edward-Snowden-FOPF-2014

“Il giornalismo è una delle armi più efficaci che abbiamo, forse l’unica.

Dobbiamo pretendere risposte dai potenti”.

 

Chi andrà per noi? Allora io risposi: “Eccomi! Ecco le mie domande ai potenti”

  1.  Perchè la ricerca è in mano a certi Professori che spesso sono contemporaneamente ordinari di cattedra statale, Primari di reparto in ospedali pubblici, membri o presidenti di ONLUS private e consulenti di determinate case farmaceutiche?

  2. Perché un farmaco chemioterapico arriva a costare alla comunità 3500 euro a scatola, per una cura di due scatole al mese per un tempo indeterminato non inferiore a cinque anni, se parte della ricerca è stata condotta da una “ONLUS della ricerca” con svariati milioni di euro provenienti da donazioni, e le sperimentazioni sono avvenute in strutture pubbliche – già a carico della pubblica amministrazione?

  3. Perché giuridicamente non è reato per un medico-oncologo l’omessa informazione in merito all’esistenza di un farmaco che ha già salvato la vita ad altre persone?

  4. Perché, stando a quello che mi ha detto un giudice in pensione, non esiste il penale per i medici? Perché non c’è mai il dolo eventuale? Perché non viene riconosciuta la responsabilità nel 95% delle denuncie di malasanità? C’é davvero una esagerata o errata sensazione del paziente nel sentirsi parte offesa?

  5. Perché un farmaco rimane di proprietà esclusiva di una casa farmaceutica nonostante sia stato prodotto attraverso sovvenzioni statali e agevolazioni fiscali?

  6. Perché nel 2004 il Ministro Sirchia firma la legge che prevete che i risultati ottenuti dalle associazioni e fondazioni ONLUS rimangono di loro proprietà? Come funzionano le Onlus della ricerca? Il Ministro Sirchia, nel 2004, era membro di quale fondazione ONLUS?

  7. Chi decide quanto deve costare un farmaco di cui si sa già fin dall’inizio che sarà a completo carico della pubblica amministrazione?

  8. Perché si cerca di migliore la comunicazione tra gli ospedali e non si prende in considerazione anche il problema della poca collaborazione tra i colleghi dello stesso ospedale?

  9.  Perché non si può ricevere il sangue da un conoscente, controllato, disponibile e compatibile, ed è invece obbligatorio utilizzare il sangue esclusivamente dal Servizio Immuno Trasfusionale?

  10.  Perchè quando falliscono i protocolli terapeutici il medico curante non ha il dovere giuridico di inviare il malato a una cura scientificamente provata che ha ottenuto la guarigione o la sopravvivenza di più persone invece di inviarlo alla dolce morte?

  11. Perché può succedere che una casa farmaceutica tolga un farmaco in ultima fase di sperimentazione, in prossimità dalla commercializzazione e già riconosciuto e accreditato dalla comunità scientifica, per una banalità e a sua discrezione?

  12. Perché si deve ringraziare un Professore se si arriva a una sperimentazione in tempo utile?

  13. Perché chi è colpito da una malattia grave non viene informato su tutte le strutture in grado di seguirlo in modo da poter fare una scelta?

  14. Perché un malato oncologico ha una recidiva e un altro no? Sono mai stati fatti studi riguardanti la relazione tra recidive e le condizioni psicologiche del paziente?

  15. Perché se, in un vecchio cocktail chemioterapico, c’è un farmaco che è risaputo che è inutile e si sa che è potenzialmente tossico, un medico non pensa di non inserirlo e lo toglie solo quando ha già creato il danno?  Vedi “Qualcosa che non muore”, capitolo Il giocattolo non necessario, pag. 33.

  16. Perché, se durante una cura oncologica si contrae il virus dell’epatite, non è possibile dimostrare il nesso tra l’aver contratto il virsus e l’ultima trasfusione di sangue effettuata?

  17. Perché, nonostante sia stato creato il costoso Coordinamento Regionale Malattie Rare, i medici di una Azienda Sanitaria non hanno l’obbligo di indirizzare il malato affetto da malattia rara verso i centri preposti e/o a comunicare almeno con loro?

  18. Perché ci sono strutture sanitarie d’Eccellenza che fanno fatica a trovare una copertura assicurativa? Che altri paramentri hanno le Compagnie d’assicurazione che a noi utenti non vengono divulgati?

  19. Perché la certificazione d’Eccellenza si acquista presso una società privata e viene rilasciata in base al materiale cartaceo consegnato e non sull’andamento della struttura? A cosa serve la certificazione d’Eccellenza?

  20. Perché ogni Regione ha voluto il suo Centro Trapianti di midollo? Perché si pubblicano solo il numero degli interventi e non le percentuali di esito positivo? Vedi “Qualcosa che non muore” – Il gioco delle tre carte – Il paesaggio italiano.

  21. Perché lo Stato non si fida dei suoi medici e costringe l’ammalato affetto da patologia grave, già diagnosticata, quando chiede il diritto all’invalidità e il tagliandino per parcheggiare, a sottoporsi al giudizio e alle domande spesso umilianti dei componenti di una Commissione Medica che lo vedono per la prima volta e che trascrivono i referti? A cosa servono le Commissioni Mediche per l’invalidità se i parametri sono tutti incasellati e può compilare il foglio dell’invalidità il medico ospedaliero curante? Vedi “Qualcosa che non muore” – Fame e sete

  22. Potrebbe essere possibile un conflitto d’interesse tra l’INPS, Stato e Commissioni Mediche?

  23. Perché, se è riconosciuta la connessione mente corpo e l’importanza della relazione medico-paziente, il “sistema Sanità” non riesce a misurare quanto importante sia nell’esito di una cura?

  24. Perché, se é riconosciuta la scuola post laurea in psicoterapia e psicosomatica, alcuni primari di oncologia inseriscono nel loro organico laureati in psicologia privi di queste specializzazioni, che possono fare per legge non più di un colloquio per paziente?