Archivio Tag: I professionisti del bene

Promuovere la cura e il benessere delle persone lo si fa solo avvalendosi di “professionisti”. Essere professionisti del bene farà bene

Il 30% dei ricercatori manca di rigore scientifico

“Nel 2002, dopo che Nature e Science ebbero ritirato in un colpo solo una quindicina di articoli del falsario Schön, i caporedattori di queste riviste anunciarono, con il cuore in mano, che non ci sarebbero più cascati.

Sette anni più tardi il tasso di ritrattazione degli articoli non é mai stato così alto. La comunità scientifica non sembra essere turbata oltre misura.

Uno studio pubblicato da Nature nel 2005 mostrò che un terzo dei ricercatori americani ammetteva di prendersi alcune libertà nei confronti delle regole deontologiche.

Avremmo potuto aspettarci che questa rivelazione facesse l’effetto di un fulmine a ciel sereno e, sospesa ogni altra attività, fosse seguita dagli stati generali della professione per rimettere un minimo d’ordine.

Nulla é successo”.

Laurent Ségalat. La scienza malata? Pag. 9

Presentazione-dibattito di “Qualcosa che non muore”: fare tutto il possibile per salvare una vita

Il tema della presentazione-dibattito che si terrà giovedi 22 settembre alle 20.30 a Maerne di Martellago

é l’impegno del medico a “fare tutto il possibile per salvare una vita”,e se questo impegno esiste sempre

Il ricavato dei libri venduti per l’evento di Martellago sarà devoluto all’associazione “Con gli occhi di Celeste” WWW.congliocchidiceleste.org

 

“Il Professore aveva un sorriso simpatico e dava subito del tu; rimasi a osservarlo per un paio d’ore.

[…] non guardò nient’altro che la sua paziente e i fogli da compilare – se avesse guardato almeno una volta lo spessore dei chiodi della suola delle mie scarpe, se ci avesse davvero guardato, si sarebbe inevitabilmente innamorato della neve che copriva il fiore che avevo tra le mani.

Se avesse provato amore, almeno per un istante”

Da Qualcosa che non muore – pag. 165 – capitolo Le mie scarpe chiodate

 

in primo piano

Tra gli scaffali

Qualcosa che non muore

Foto concesse dal negozio La Perla di Masiero A. & C. Snc

Presentazione al Lido di Venezia

 

Giovedì 14 luglio 2016 alle ore 18.30

presso la Biblioteca e Centro Culturale

Hugo Pratt

via Sandro Gallo, 136/B

Lido di Venezia 

 

Locandina Presentazione al Lido
È il racconto dello smarrimento dell’io narrante di fronte alle chiusure mentali e alle diverse nevrosi dei professionisti della sanità.
“Qualcosa che non muore” é a-mors, colui che
non da nulla per scontato e va contro l’arroganza, la superbia, il sadismo, il distacco patologico, la vanità e la vigliaccheria di chi, con il suo lavoro, ha in mano il destino degli altri

 

É un libro che pone nuovi interrogativi di bioetica

 

 

Il romanzo verrà presentato da Daniela Zamburlin

con le letture dell’attrice veneta Maria Pia Colonnello

 

Ricerca libera sul cancro: “essere” di gruppo senza appartenervi

Dell’intero gruppo che da anni mi affianca, ci sono fisici, chimici, biologi, medici ciascuno di loro ha dato un contributo fondamentale. Un nanofarmaco da solo non riesce a eliminare le metastasi, come non lo può fare una chemioterapia o un farmaco molecolare. Si è visto che per sradicare centinaia di metastasi e impedirne il riformarsi per un tempo lungo è fondamentale far agire il farmaco un punto preciso: dove non può essere attaccato dai sistemi di difesa del corpo, là dove resistono le staminali del cancro

Mauro Ferrari presidente del Methodist Hospital Research Institute di Houston, esperto di nanotecnologie applicate alla medicina. Vedi articolo di Gioia Locati

Credo nella bontà, parola oggi impronunciabile, e nel rapporto uno a uno

“Non credo nella giustizia neanche più per un secondo. In nome della giustizia si sono fatti i peggiori crimini ed ancora oggi vengono commessi. Credo nella bontà, credo nel bene fatto occhio che guarda nell’occhio, mano che stringe mano.  (…)

Non ho alcuna speranza verso le istituzioni, non ho alcuna speranza verso la politica, non ho alcuna speranza verso i media. In questa catastrofe depressiva in realtà ho imparato a riconoscere il gesto di bontà al di là dell’ideologia del bene, quindi non le associazioni, non i guru e non i gruppi che vogliono raccontare che fanno del bene e della giustizia”.

Roberto Saviano, Sky TG24 HD