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Intercettazioni telefoniche in Italia

Il sistema Giustizia in Italia, spende ogni anno circa 220 milioni di euro per le intercettazioni telefoniche, anno più anno meno, il 90 % delle quali sono per le indagini di traffico di droga e di criminalità organizzata

P.S.

  • 60 milioni sono gli abitanti (3,66 euro per abitante)
  • indefinito il numero degli avari convinti che i soldi “buttati” per le intercettazioni siano troppi
  • 11 mila sono i magistrati (20000 euro per magistrato)

Illicenziabilità. Essere cacciato non va

La mia convinzione che chi fa errori deve essere cacciato non va, perchè in tutte le pratiche sperimentali gli errori sono inevitabili e sono parte importante del processo di apprendimento. Banalmente, “sbagliando si impara”. Ho ragione solo se si riesce a dimostrare che alla base dell’errore c’é l’arroganza, l’idea di onnipotenza, l’interesse personale

Lino Berton

Malagiustizia, la tua legge qual é? Sono stanco di urlare senza voce. Ma forse l’uomo è anche indegno di sperare

 

E mi sento esiliato in mezzo agli uomini

Sono un uomo ferito.
E me ne vorrei andare
e finalmente giungere,
pietà, dove si ascolta
l’uomo che è solo con sé.
Non ho che superbia e bontà.


E mi sento esiliato in mezzo agli uomini.
Ma per essi sto in pena.
Non sarei degno di tornare in me?
Ho popolato di nomi il silenzio.
Ho fatto a pezzi cuore e mente
per cadere in servitù di parole?
Regno sopra fantasmi.
O foglie secche,
anima portata qua e là…
No, odio il vento e la sua voce
di bestia immemorabile.
Dio, coloro che t’implorano
non ti conoscono più che di nome?
M’hai discacciato dalla vita.
Mi discaccerai dalla morte?
Forse l’uomo è anche indegno di sperare.
Anche la fonte del rimorso è secca?
Il peccato che importa,
se alla purezza non conduce più.
La carne si ricorda appena
che una volta fu forte.

È folle e usata, l’anima.
Dio guarda la nostra debolezza.
Vorremmo una certezza.
Di noi nemmeno più ridi?
E compiangici dunque, crudeltà.
Non ne posso più di stare murato
nel desiderio senza amore.
Una traccia mostraci di giustizia.
La tua legge qual é?
Fulmina le mie povere emozioni,
liberami dall’inquietudine.
Sono stanco di urlare senza voce.

Giuseppe Ungaretti E mi sento esiliato in mezzo agli uomini

 

La verità sulla macchina della Giustizia

Quando hai voglia di verità e la cerchi con la macchina della Giustizia, capisci che quella macchina è senza controllo. Non sei tu alla guida, c’é qualcun altro al volante che non vedi, allora ti metti comodo e metti le mani in tasca e guardi fuori dal finestrino, e lungo la strada capisci che puoi incontrare

  • un PM troppo occupato

  • un Procuratore Capo che di sabato ha sentito al cellulare il presunto colpevole

  • un perito tuttologo che non approfondisce

Ma se sei fortunato, e hai soldi e la forza di andare avanti, allora puoi sperare di arrivare davanti a un giudice, magari pure sano, non iscritto a un club e che approfondisce.

I giudici spesso non hanno voglia, spesso non hanno tempo, neppure per leggere tutte le carte e, quelli che un tempo studiavano caso per caso, spesso capiscono di aver perso quella passione per strada.

I giudici guidano la macchina della Giustizia senza controllo e, senza volerlo, si specchiano, si identificano, si dissociano, regrediscono, sublimano, come tutti gli altri. Ma la Giustizia é Suprema e spesso loro finiscono per credere di avere il sangue blu.

Come fai a parlare con un superbo? Sia gli ingordi che i superbi possono essere gentili, e di entrambi si può dire che sono seduttivi e camminano soddisfatti di sé, ma si metteranno mai seduti vicino a te? Ti chiederanno mai cos’é successo?

I pessimi giudici hanno la peculiarità di non riconoscere mai di essere pessimi giudici. Come il loro padre, il Consiglio Superiore, raccontano di continuo a se stessi e agli altri dei complimenti ricevuti da Tizio e dai Caio. Ma si può sempre sperare di essere fortunati, anche i pessimi giudici a volte ci azzeccano.