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I collegamenti delle case farmaceutiche sono la bellezza della natura dell’economia

Tanto per fare un esempio. Case farmaceutiche Bioenvision –  Genzyme – Sanofi

 

La Bioenvision è una società biofarmaceutica emergente che sviluppa e commercializza farmaci per il trattamento del cancro ha la sede principale a New York ma altre a Edimburgo e Scozia. Uno dei farmaci su cui ha puntato maggiormente è la Clofarabina. Con la Clofarabina, la strategia societaria è stata quella di completare lo sviluppo del farmaco e di ottenerne l’autorizzazione all’immissione in commercio per il trattamento delle leucemie acute pediatriche (ALL e AML) sia in USA che in Europa. Ovviamente per poter accedere a questi mercati era doverosa la vendita di proprie azioni ad altra società farmaceutica con più potere e capacità commerciali nel resto del mondo.

La Genzyme Corporation diviene un’azienda Sanofi nel 2011 e in quella data  Christopher A. Viehbacher, CEO di sanofi-aventis dichiarò: “L’acquisizione di Genzyme rappresenta una tappa importante nella strategia di crescita sostenibile di  sanofi-aventis con il contributo di una significativa nuova piattaforma di crescita e l’ampliamento della nostra presenza in ambito biotecnologico” – “Insieme, le nostre due aziende offriranno straordinarie competenze, impegno e risorse in ambito biotecnologico, in particolare per le patologie rare, oltre ai comuni tratti culturali fra cui la centralità del paziente nella missione e i forti impegni nei confronti delle comunità a cui ci rivolgiamo. Stiamo già facendo progressi nelle straordinarie opportunità rese possibili dall’unione di queste due aziende con un processo d’integrazione che sta procedendo bene e secondo la prevista tabella di marcia”. Henri A. Termeer, Presidente del Consiglio d’Amministrazione, Presidente e CEO uscente di Genzyme Corporation, dichiarò: “Il processo avviato con sanofi-aventis conferma le enormi opportunità che esistono dall’aggregazione delle nostre due aziende” – “Questo momento è un catalizzatore di cambiamento per entrambe le nostre aziende e stiamo sviluppando una vision davvero entusiasmante per un futuro assieme che attinga al meglio di ciascuna delle due parti. In futuro Genzyme continuerà a essere un soggetto vivace capace di rispondere al bisogno di terapie innovative che cambiano le vite dei pazienti che soffrono di serie malattie”.

Intrecci nella ricerca scientifica: licenze e sub-licenze

Bioenvision deteneva una licenza esclusiva mondiale per Clofarabina, ma ha concesso una sub-licenza esclusiva a Genzyme per co-sviluppare l’utilizzo della Clofarabina nella cura delle leucemie negli Stati Uniti e in Canada. Genzyme sta commercializzando la Clofarabina come medicinale oncologico negli Stati Uniti e in Canada con il marchio Clolar (R). Bioenvision detiene una licenza esclusiva negli Stati Uniti e in Canada per tutte le indicazioni non tumorali. Bioenvision originariamente ha ottenuto i diritti alla commercializzazione da Southern Research Institute.

Il Southern Research Institute è un’organizzazione senza scopo di lucro che conduce di base e ricerca applicata sponsorizzata da organizzazioni commerciali e non in settori quali la Drug Discovery, sviluppo di farmaci e di Ingegneria e Scienze Ambientali. Il Southern Research Institute ha un lungo programma per quanto concerne le ricerche di farmaci in campo oncologico. Gli scienziati dell’istituto sono accreditati con la scoperta di sette farmaci attualmente utilizzati e che sono stati approvati dalla US Food and Drug Administration compreso carmustina, lomustina, dacarbazina, fludarabina, amifostina, la clofarabina e l’ultima pralatrexate. Ricercatori di alto livello hanno lavorato presso l’istituto tra questi vi sono Howard Skipper, John Montgomery, Frank Schabel e Lee Bennett Jr.

Il Southern Research Institute in qualità di principale organizzazione di ricerca a contratto, fornisce servizi di sviluppo di farmaci preclinici alle aziende farmaceutiche e biotecnologiche in outsourcing

Research Southern offre servizi in tutte le fasi della scoperta di nuovi farmaci in fase iniziale e il processo di sviluppo e fornisce ai clienti servizi completi e un sostegno per aiutarli a razionalizzare i loro programmi di scoperta e sviluppo di farmaci personalizzati

P.S.

Tra milioni di dollari e medaglie. I golosi, a volte, sono anche vanitosi

 

Genzyme Corporation nel 2010 è stata la terza più grande società di biotecnologie al mondo. Come filiale di Sanofi, è presente in circa 65 paesi, tra cui 17 impianti di produzione e 9 laboratori di test genetici. I suoi prodotti sono venduti in 90 paesi.

Nel 2007, Genzyme ha generato 3,8 miliardi dollari di fatturato, con oltre 25 prodotti nel mercato. Nel 2006 e 2007 Genzyme è stata definita come una delle 100 migliori aziende per cui lavorare. L’azienda ha donato 83 milioni dollari di dollari di prodotti in tutto il mondo, e nel 2006, ha fatto 11 milioni dollari in donazioni in denaro.

Nel 2005, inoltre, ha ricevuto la National Medal of Technology –  il più alto livello d’onore rilasciato dal presidente degli Stati Uniti a innovatori americani. Genzyme ha speso più di 8,2 milioni dollari in lobbying dal 2007 al 2009.

Nel solo 2009, aveva 10 diverse organizzazioni, con un totale di 49 gruppi di pressione che lavoravano per suo conto

Consulenti finanziari delle case farmaceutiche

Il goloso si sente amato nell’esperienza del piacere e soddisfa chi intende sedurre

 

Il modo azionario guarda sempre con estremo interesse le mobilità di denaro delle ditte farmaceutiche, ne osserva attentamente la loro gestione: bilanci, ricavi, vendite, nuovi farmaci, studi, chiusure anticipate dei Trials e fusioni

Le fusioni di azienda, tra case farmaceutiche, servono per assicurarsi la produzione o la vendita di un farmaco di loro interesse, per fare ciò è necessaria l’attività di abili consulenti finanziari che si occupano fondamentalmente di transizioni finanziarie.

Le grandi aziende farmaceutiche, dunque, si affidano agli specialisti.

Chi sono gli specialisti?

Consulenti che fanno parte del consiglio d’amministrazione delle stesse ditte farmaceutiche oppure che lavorando per società  di consulenza finanziaria e di consulenza legale o per agenzie d’investimenti vengono interpellati come consulenti esterni.

I consulenti finanziari devono essere abili a gestire i rapporti finanziari delle case farmaceutiche, meglio se hanno lunghe esperienze in banche di stato o in case farmaceutiche da cui poi si sono slegati per poi riaderire e lavorare come consulenti per società di investimento quotate in borsa.

Solo per fare un esempio:

Jon P. Stonehouse fa parte del Consiglio d’Amministrazione dell’azienda farmaceutica BioCryst Pharmaceuticals, Inc. nella quale ricopre la posizione di Presidente e Chief Executive Officer dal gennaio 2007. Dopo essere stato, per più di venti anni, dirigente farmaceutico, ora il signor Stonehouse, in BioCryst, si occupa di transazioni finanziarie, sviluppo del business, e di gestione. Di recente ha lavorato nella posizione di Senior Vice President Corporate Development della Merck KGaA con responsabilità per le licenze globali, lo sviluppo delle imprese, le fusioni, le acquisizioni aziendali, oltre che occuparsi della pianificazione strategica aziendale. É il principale responsabile dello sviluppo della strategia aziendale della Merck. Infatti, ha cambiato in modo significativo l’azienda Merck, tanto da far culminare questo suo lavoro nell’acquisizione di Serono, SA, la più grande società di biotecnologia in Europa al momento dell’accordo. Dunque, nel 2007 la Merck acquisisce Serono S.A., e nasce Merck Serono, la divisione più grande del Gruppo Merck.

 

 

 Vedi articoli

Clofarabina: le “missioni” sociali delle case farmaceutiche per le leucemie

Forodesina Vs Nelarabina e Clofarabina

 

 

Clofarabina. Cosa vi interessa della Clofarabina?

Oltre alla realizzazione immaginaria dei desideri che possono avere i ricercatori inseriti sui libri paga delle case farmaceutiche golose, quello che interessa della Clofarabina é

  1. Perché viene proposta ai malati di leucemia e linfoma linfoblastico proprio questa medicina invece di un’altra?

  2. Quali sono state le percentuali di guarigione nei vari studi precedenti alla sua messa a disposizione?

  3. Esistono altri studi più incoraggianti con altri farmaci e, se sì, questi farmaci sono entrati in commercio, e se no, per quali motivi non sono diventati disponibili?

Clofarabina e la leucemia linfoblastica acuta

La leucemia linfoblastica acuta è uno dei tumori pediatrici più diffuso. Nonostante i miglioramenti impressionanti che si stanno producendo, la leucemia linfoblastica acuta   rimane uno dei tumori maligni pediatrici più diffuso, negli USA vengono diagnosticati circa 3000 casi ogni anno. La terapia per recidiva resta insoddisfacente, e la maggior parte dei pazienti con recidiva muore. Per migliorare il tasso di guarigione per la recidiva sono dunque necessari nuovi agenti terapeutici. La Clofarabina è un analogo nucleosidico di nuova generazione, progettata per integrare le migliori caratteristiche e migliorare l’indice terapeutico di cladribina e fludarabina. La Clofarabina inibisce sia il DNA polimerasi e ribonucleotide reduttasi, che porta alla sintesi del DNA alterato e induce l’apoptosi direttamente. Negli USA, negli studi di Fase I e II della sperimentazione, la Clofarabina usata come agente singolo in bambini ha dimostrato di essere sicura e attiva sia nelle leucemie mieloidi acute che nelle leucemie linfoblastiche acute recidivate / refrattarie.

La Clofarabina è un farmaco che è stato già da tempo approvato dalla FDA per i pazienti pediatrici con recidiva / refrattaria dopo almeno 2 precedenti tentativi terapeutici. Si è scoperto, attraverso diversi studi, che effettuando combinazioni di clofarabina con altri agenti attivi si hanno buoni risultati per le ​​leucemie refrattarie nei pazienti in età pediatrica e in età adulta. La clofarabina – in combinazione con etoposide e mitoxantrone – è tollerabile e mostra una notevole attività nella leucemia acuta recidiva e refrattaria negli adulti (per i risultati si vada sotto la tabella ai RISULTATI DEGLI STUDI allo Studio n.4).

I 5 studi americani per i malati affetti da leucemia mieloide acuta e da leucemia linfoblastica acuta

 

TITOLO DATA INIZIO DATA FINE FASE SCOPO LUOGO SPONSOR ESITO
Studio n.1 Pazienti affetti da Leucemia Mieloide Acuta e Leucemia Linfoblastica Acuta refrattaria e recidivante in età pediatrica e adolescenziale

ClinicalTrials.gov Identifier: NCT00529360
giugno    2007 dicembre 2013 FASE I/II Per verificare le dosi e la tollerabilità del farmaco  e determinare la definizione di sopravvivenza libera da malattia USA Genzyme, una società Sanofi Studio attivo con conclusa fase di arruolamento
Studio n.2 Pazienti affetti da leucemia mieloide acuta; pazienti affetti da sindrome mielodisplastica, o da leucemia linfocitica acuta ; pazienti affetti da linfoma nonHodgkin o da Hodgkin recidivato o refrattario; pazienti affetti da mieloma multiplo recidivato o refrattario; pazienti affetti da leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria.

ClinicalTrials.gov Identifier:
NCT00697684
giugno   2008 aprile 2015 FASE I Per esaminare la sicurezza del farmaco abbinata alla globulina antitimocita USA Genzyme, una società Sanofi Studio attivo con conclusa fase di arruolamento
Studio n.3 Pazienti pediatrici con una età media di 14 anni affetti da leucemia linfoblastica acuta  recidiva o refrattaria che hanno avuto almeno 2 regimi di trattamento precedenti. Questo uso si basa sull’induzione di risposte complete. Non sono stati condotti studi clinici randomizzati che dimostrano un aumento della sopravvivenza o altro beneficio clinico.

ClinicalTrials.gov Identifier:
NCT00315705
marzo    2006 maggio  2010 FASE I/II  Determinare se la clofarabina aggiunta ad una combinazione di etoposide e ciclofosfamide è sicure in bambini con leucemia recidiva o refrattaria acuta linfoblastica o con leucemia mieloide acuta. Inoltre misurare l’efficacia della terapia di combinazione in bambini con leucemia linfoblastica acuta. USA Genzyme, una società Sanofi Studio concluso
Studio n.4 Pazienti con range di età tra i 17 e i 70 anni affetti da Leucemia linfoblastica acuta Leucemia linfocitica cronica Leucemia a cellule B cronica

ClinicalTrials.gov Identifier:
NCT00882076
marzo   2009 marzo   2011 FASE I Stabilire la tossicità e determinare la massima dose tollerata raccomandata di clofarabina in combinazione con etoposide e Mitoxantrone. Inoltre valutare l’impatto dell’interazione tra clofarabina e etoposide. USA Genzyme, una società Sanofi Studio concluso
Studio n.5 Pazienti arruolati al di sopra dei 60 anni affetti da leucemia linfoblastica acuta, leucemia mieloide acuta, leucemia non linfoblastica acuta nell’adulto, sindromi mieloidi e sindromi mielodisplastiche.

ClinicalTrials.gov Identifier:
NCT02083250
marzo  2014 marzo 2019 FASE I Valutare la sicurezza della combinazione vorinostat (chiamato anche SAHA) con fludarabina, clofarabina, e busulfan. USA Genzyme, una società Sanofi Studio in fase di reclutamento

 

Risultati degli studi americani

Nello studio n.1 della tabella (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT00529360) hanno partecipato 40 pazienti in età pediatrica e in età da adolescente. In questo trials per i pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta refrattaria o recidivante il tasso globale di remissione è stato del 20%.

Nello studio n.2 della tabella (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT00697684) hanno partecipato 30 pazienti dal 2008 al 2015 e non sono ancora fruibili i risultati degli studi.

Nello studio n. 3 della tabella (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT00315705) i pazienti che vi hanno partecipato erano 25 con un’età media di 14 anni affetti da leucemia linfoblastica acuta refrattaria o recidivaria. I risultati di questi trials in FASE II sono stati pubblicati nello studio dalla Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, nel 2011 – vedi link. Dallo studio del 2011 risulta che la combinazione di clofarabina, ciclofosfamide e etoposide ha indotto la remissione tra il 42% e il 56% in pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta refrattaria o recidivaria.

Nello studio n.4 della tabella (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT00882076) hanno partecipato un totale di 22 pazienti con leucemia mieloide acuta (n = 18) e leucemia linfoblastica acuta recidiva o refrattaria (n = 4). I risultati di questi trials sono stati pubblicati nel 2015 – vedi link. Il 23% dei pazienti (5 pazienti su 22) ha raggiunto remissione completa e il 13% dei pazienti (3 pazienti) hanno raggiunto la remissione completa ma con recupero delle piastrine incompleta. Lo studio ha fornito il risultato di un tasso di risposta globale del 36%. La sopravvivenza generale mediana è stata 167 giorni (range 22-1327 giorni). Per 2 pazienti questo regime ha rappresentato un ponte efficace per il trapianto di cellule staminali allogeniche.

Nello studio n. 5 della tabella (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT02083250) al momento sono stati arruolati 70 pazienti e non sono ancora fruibili i risultati degli studi.

Gli studi in Italia

In uno studio effettuato dall’Oncoematologia Pediatrica, Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo, Università di Pavia nel 2009 – vedi link, è stata valutata la sicurezza e l’efficacia della combinazione clofarabina / ciclofosfamide / etoposide nei bambini con leucemia linfoblastica acuta avanzata. Lo studio ha arruolato 25 pazienti pediatrici (con età media di 12,5 anni) 17 bambini con leucemia linfoblastica acuta refrattaria (n = 17; 68%) e  8 bambini con leucemia linfoblastica acuta recidivata (n = 8; 32%). Nessun paziente è morto per complicazioni legate al trattamento. Gli eventi avversi più comuni sono stati neutropenia febbrile, mucosite e tossicità epatica reversibili; non è stato segnalato alcun caso di malattia al fegato veno-occlusiva. Il tasso complessivo di remissione è stata del 56%.

In un altro studio effettuato dall’Ospedale G. Gaslini di Genova nel 2012 – vedi link, 40 bambini (16 con leucemia mieloide acuta, e 24 con leucemia linfoblastica acuta con recidiva o refrattaria), di età compresa tra 1-20 anni (età media di 7,6 anni) sono stati trattati a causa della resistenza al trattamento. I pazienti hanno ricevuto clofarabina, associata a etoposide e a ciclofosfamide. I farmaci sono stati somministrati con uno o due cicli di induzione (5 giorni di chemioterapia) nel tentativo di raggiungere la remissione completa o la remissione completa senza recupero delle piastrine (CRP). Questo studio è stato eseguito applicando 1-3 cicli di consolidamento (4 giorni di chemioterapia) per un massimo di quattro cicli. Sette pazienti (44%) su 16 affetti da leucemia mieloide acuta e 10 (42%) su 24 bambini affetti da leucemia linfoblastica acuta, rispettivamente, hanno risposto al trattamento. La sopravvivenza globale a 24 mesi è stata del 25%, mentre era del 59% tra i pazienti che hanno risposto al primo ciclo di induzione. Lo studio suggerisce che questo farmaco è ben tollerato e può essere efficace in pazienti pediatrici pesantemente pretrattati con leucemia acuta recidiva o refrattaria.

Altri farmaci per il linfoma linfoblastico cellule T che non entrano in commercio = Forodesina

Il 23 marzo 2007 viene sospeso senza un giustificato motivo i Trials della Forodesina per il linfoma linfoblastico cellule T, il farmaco più promettente per il linfoma linfoblastico cellule T e la leucemia linfoblastistica acuta

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Snowden: I giornalisti d’inchiesta dovrebbero fare domande ai potenti

Edward-Snowden-FOPF-2014

“Il giornalismo è una delle armi più efficaci che abbiamo, forse l’unica.

Dobbiamo pretendere risposte dai potenti”.

 

Chi andrà per noi? Allora io risposi: “Eccomi! Ecco le mie domande ai potenti”

  1.  Perchè la ricerca è in mano a certi Professori che spesso sono contemporaneamente ordinari di cattedra statale, Primari di reparto in ospedali pubblici, membri o presidenti di ONLUS private e consulenti di determinate case farmaceutiche?

  2. Perché un farmaco chemioterapico arriva a costare alla comunità 3500 euro a scatola, per una cura di due scatole al mese per un tempo indeterminato non inferiore a cinque anni, se parte della ricerca è stata condotta da una “ONLUS della ricerca” con svariati milioni di euro provenienti da donazioni, e le sperimentazioni sono avvenute in strutture pubbliche – già a carico della pubblica amministrazione?

  3. Perché giuridicamente non è reato per un medico-oncologo l’omessa informazione in merito all’esistenza di un farmaco che ha già salvato la vita ad altre persone?

  4. Perché, stando a quello che mi ha detto un giudice in pensione, non esiste il penale per i medici? Perché non c’è mai il dolo eventuale? Perché non viene riconosciuta la responsabilità nel 95% delle denuncie di malasanità? C’é davvero una esagerata o errata sensazione del paziente nel sentirsi parte offesa?

  5. Perché un farmaco rimane di proprietà esclusiva di una casa farmaceutica nonostante sia stato prodotto attraverso sovvenzioni statali e agevolazioni fiscali?

  6. Perché nel 2004 il Ministro Sirchia firma la legge che prevete che i risultati ottenuti dalle associazioni e fondazioni ONLUS rimangono di loro proprietà? Come funzionano le Onlus della ricerca? Il Ministro Sirchia, nel 2004, era membro di quale fondazione ONLUS?

  7. Chi decide quanto deve costare un farmaco di cui si sa già fin dall’inizio che sarà a completo carico della pubblica amministrazione?

  8. Perché si cerca di migliore la comunicazione tra gli ospedali e non si prende in considerazione anche il problema della poca collaborazione tra i colleghi dello stesso ospedale?

  9.  Perché non si può ricevere il sangue da un conoscente, controllato, disponibile e compatibile, ed è invece obbligatorio utilizzare il sangue esclusivamente dal Servizio Immuno Trasfusionale?

  10.  Perchè quando falliscono i protocolli terapeutici il medico curante non ha il dovere giuridico di inviare il malato a una cura scientificamente provata che ha ottenuto la guarigione o la sopravvivenza di più persone invece di inviarlo alla dolce morte?

  11. Perché può succedere che una casa farmaceutica tolga un farmaco in ultima fase di sperimentazione, in prossimità dalla commercializzazione e già riconosciuto e accreditato dalla comunità scientifica, per una banalità e a sua discrezione?

  12. Perché si deve ringraziare un Professore se si arriva a una sperimentazione in tempo utile?

  13. Perché chi è colpito da una malattia grave non viene informato su tutte le strutture in grado di seguirlo in modo da poter fare una scelta?

  14. Perché un malato oncologico ha una recidiva e un altro no? Sono mai stati fatti studi riguardanti la relazione tra recidive e le condizioni psicologiche del paziente?

  15. Perché se, in un vecchio cocktail chemioterapico, c’è un farmaco che è risaputo che è inutile e si sa che è potenzialmente tossico, un medico non pensa di non inserirlo e lo toglie solo quando ha già creato il danno?  Vedi “Qualcosa che non muore”, capitolo Il giocattolo non necessario, pag. 33.

  16. Perché, se durante una cura oncologica si contrae il virus dell’epatite, non è possibile dimostrare il nesso tra l’aver contratto il virsus e l’ultima trasfusione di sangue effettuata?

  17. Perché, nonostante sia stato creato il costoso Coordinamento Regionale Malattie Rare, i medici di una Azienda Sanitaria non hanno l’obbligo di indirizzare il malato affetto da malattia rara verso i centri preposti e/o a comunicare almeno con loro?

  18. Perché ci sono strutture sanitarie d’Eccellenza che fanno fatica a trovare una copertura assicurativa? Che altri paramentri hanno le Compagnie d’assicurazione che a noi utenti non vengono divulgati?

  19. Perché la certificazione d’Eccellenza si acquista presso una società privata e viene rilasciata in base al materiale cartaceo consegnato e non sull’andamento della struttura? A cosa serve la certificazione d’Eccellenza?

  20. Perché ogni Regione ha voluto il suo Centro Trapianti di midollo? Perché si pubblicano solo il numero degli interventi e non le percentuali di esito positivo? Vedi “Qualcosa che non muore” – Il gioco delle tre carte – Il paesaggio italiano.

  21. Perché lo Stato non si fida dei suoi medici e costringe l’ammalato affetto da patologia grave, già diagnosticata, quando chiede il diritto all’invalidità e il tagliandino per parcheggiare, a sottoporsi al giudizio e alle domande spesso umilianti dei componenti di una Commissione Medica che lo vedono per la prima volta e che trascrivono i referti? A cosa servono le Commissioni Mediche per l’invalidità se i parametri sono tutti incasellati e può compilare il foglio dell’invalidità il medico ospedaliero curante? Vedi “Qualcosa che non muore” – Fame e sete

  22. Potrebbe essere possibile un conflitto d’interesse tra l’INPS, Stato e Commissioni Mediche?

  23. Perché, se è riconosciuta la connessione mente corpo e l’importanza della relazione medico-paziente, il “sistema Sanità” non riesce a misurare quanto importante sia nell’esito di una cura?

  24. Perché, se é riconosciuta la scuola post laurea in psicoterapia e psicosomatica, alcuni primari di oncologia inseriscono nel loro organico laureati in psicologia privi di queste specializzazioni, che possono fare per legge non più di un colloquio per paziente?

L’omertà nei reparti

Il giorno dopo appena entrai nella stanza “Anche oggi hanno provato a bucarmi. Non so cosa aspettino a trovare qualcuno che sappia togliermi l’acqua”.

In effetti tutto era fermo da giorni, e mi decisi d’andare a parlare con il medico del reparto, un bel quarantenne con pochi capelli e una fede luccicante al dito.

Scriveva seduto alla scrivania e chiesi permesso “È da una settimana che è qui. Cosa avete deciso di fare?”.

“Stiamo decidendo che farmaco utilizzare”.

“Credevo che il Professore sapesse già cosa fare, quando mi disse di venire qui un mese fa”.

“Non so che dire”.

Arrischiai “Mi risulta ci siano delle novità. Ho saputo che c’è un nuovo farmaco in sperimentazione. Presumo che voi, qui, ne siate a conoscenza”.

“Non so niente!”, rispose alzando le orecchie.

“Glielo chiedo perché, se ci fosse effettivamente un nuovo farmaco specifico,…”.

“Di questo non posso dirle nulla, deve parlare con il Primario”.

“Almeno mi dica se qui usate questo farmaco”.

“No, lo usano in un altro posto, ma non insista”.

“Dica al suo Primario che ho urgenza di parlargli”.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pagine 142-143 – capitolo Un bel soggetto