Archivio Tag: Farmaco in ultima fase di sperimentazione

Scheda editoriale di “Qualcosa che non muore”

“I fortunati, sono I fortunati che ce la fanno. Dovete trovare la fortuna dentro la sfortuna”.

sono le parole che uno dei medici curanti dice al marito di Sandra.

Sandra è una giovane donna forte e serena, che, sposata da pochi mesi, sta progettando il futuro, quando viene raggiunta dalla sfortuna: si chiama linfoma linfoblastico, è una malattia grave, ma tuttavia le probabilità di guarigione sono alte. Inizia un doloroso percorso durante il quale la presa in cura si rivela malata di un “interesse distratto” che ha come conseguenza una catena di errori medici che la portano a una speranza di vita di pochi mesi.

Ma, prima di morire, sembra incontrare un soffio di fortuna. Solo grazie alla tenacia, all’amore, alla incrollabile speranza del marito, Sandra ormai stremata viene ammessa fuori protocollo alla sperimentazione di un farmaco che forse potrebbe salvarla.

Si tratta di un farmaco, dichiarato pochi mesi prima “farmaco orfano” dall’EMA, che ha già dato buoni risultati e salvato la vita a due malati di linfoma che più di un anno prima avevano avuto la possibilità di completare la cura.

Improvvisamente però, per una banalità, prima che il ciclo di terapia sia completato, la casa farmaceutica produttrice ritira il farmaco senza un valido motivo e i pazienti muoiono.

Sandra, dopo undici mesi passati all’Inferno, muore.

“Era venerdì di Pasqua, tarda notte, le sfilai la fede dal dito, tornai a casa e mi buttai sul letto. Ero finalmente fuori dall’Inferno.”

Qualcosa che non muore è ciò che nasce dalla forza di andare oltre il dolore per non morire.

Qualcosa che non muore descrive lo smarrimento quando ci si cura di una malattia importante e si è vittime di errori, distrazioni, noncuranza e interessi diversi dalla sola voglia di farcela e ci si ritrova a combattere contro i muri di gomma

 

Consulenti finanziari delle case farmaceutiche

Il goloso si sente amato nell’esperienza del piacere e soddisfa chi intende sedurre

 

Il modo azionario guarda sempre con estremo interesse le mobilità di denaro delle ditte farmaceutiche, ne osserva attentamente la loro gestione: bilanci, ricavi, vendite, nuovi farmaci, studi, chiusure anticipate dei Trials e fusioni

Le fusioni di azienda, tra case farmaceutiche, servono per assicurarsi la produzione o la vendita di un farmaco di loro interesse, per fare ciò è necessaria l’attività di abili consulenti finanziari che si occupano fondamentalmente di transizioni finanziarie.

Le grandi aziende farmaceutiche, dunque, si affidano agli specialisti.

Chi sono gli specialisti?

Consulenti che fanno parte del consiglio d’amministrazione delle stesse ditte farmaceutiche oppure che lavorando per società  di consulenza finanziaria e di consulenza legale o per agenzie d’investimenti vengono interpellati come consulenti esterni.

I consulenti finanziari devono essere abili a gestire i rapporti finanziari delle case farmaceutiche, meglio se hanno lunghe esperienze in banche di stato o in case farmaceutiche da cui poi si sono slegati per poi riaderire e lavorare come consulenti per società di investimento quotate in borsa.

Solo per fare un esempio:

Jon P. Stonehouse fa parte del Consiglio d’Amministrazione dell’azienda farmaceutica BioCryst Pharmaceuticals, Inc. nella quale ricopre la posizione di Presidente e Chief Executive Officer dal gennaio 2007. Dopo essere stato, per più di venti anni, dirigente farmaceutico, ora il signor Stonehouse, in BioCryst, si occupa di transazioni finanziarie, sviluppo del business, e di gestione. Di recente ha lavorato nella posizione di Senior Vice President Corporate Development della Merck KGaA con responsabilità per le licenze globali, lo sviluppo delle imprese, le fusioni, le acquisizioni aziendali, oltre che occuparsi della pianificazione strategica aziendale. É il principale responsabile dello sviluppo della strategia aziendale della Merck. Infatti, ha cambiato in modo significativo l’azienda Merck, tanto da far culminare questo suo lavoro nell’acquisizione di Serono, SA, la più grande società di biotecnologia in Europa al momento dell’accordo. Dunque, nel 2007 la Merck acquisisce Serono S.A., e nasce Merck Serono, la divisione più grande del Gruppo Merck.

 

 

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