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“Fare tutto il possibile” é un tag del Blog Silence di Lino Berton che raggruppa le terminologie: prendersi cura, rimedi, cura oncologica, cura alternativa, prendere in cura, non curanza, diritto di cura, cure dei linfomi e leucemia, malacura, malasanità

Dichiarazione universale dei diritti umani. Gli articoli riferiti al malato

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione.

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni.

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà.

Considerato che gli Stati membrisi sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni.

L’ASSEMBLEA GENERALE

proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Vedi video Jung. La coscienza collettiva

 

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Vedi video Sanità: non è uguale per tutti.

 

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.

Vedi video del Professor Franco Mandelli Il malato ocnologico deve essere seguito

 

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Definizione di tortura.

L’associazione mondiale dei medici nella dichiarazione di Tokyo del 1975 definisce come tortura “le sofferenze fisiche o mentali inflitte in modo deliberato, sistematico o arbitrario da una o più persone che agiscono da sole o su ordine di una autorità per obbligare un’altra persona a fornire informazioni, a fare una confessione o per qualunque altra ragione“.

Vedi video Sanità. Articolo 5 della carta universale dei diritti umani

 

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Vedi video del Professor Franco Mandelli sul consenso informato.

 

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

 

 

 

 

Le capacità economiche dei malati e i favori esulano dai doveri del medico

Art. 3 del Codice di Deontologia Medica – Doveri del medico

Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera.

La salute è intesa nell’accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e psichico della persona

 

 

Una strana recensione

Gentile amico,

mi sono soffermata alle pagine 130 e 131 del capitolo “Qualcosa che non muore“, dove ritrovo lo stesso titolo del suo libro.

Che cosa è che non muore oltre la morte?

Bella domanda.

Il narratore è da poco sposato a una giovane donna, Sandra, che si ammala di cancro, un linfoma. In questo capitolo stanno uscendo insieme dall’ospedale, alla fine di vari cicli di chemio, e il verdetto finale è che non c’é più niente da fare e che rimangono a Sandra pochi mesi di vita …e Sandra “continuava a parlarmi”.

Lui invece non ci riusciva né a parlare né ad ascoltare, era rimasto imprigionato in una minuscola idea fatta di fiale, morfina e dolce morte.

E l’anima gli chiede: si può vedere il punto più lontano quando si giace sul fondo di una piccola idea?”.

La risposta gliela darà il suo pensiero che vuole essere ancora libero e volare fuori se stesso e lo spinge a librarsi verso Sandra, la sua amata, e poi, cercare più in là. E la piccola idea prende forza e va oltre il dolore e lui ricomincia a respirare e a sorridere.

A questo punto sono io che mi chiedo: l’anima, il pensiero, sono loro i veri soggetti, le vere spinte a dare al martito quel “Qualcosa che non muore” e la forza di librarsi verso Sandra vale a dire l’amore?

E qui mi sorge un altro problema: l’anima e il pensiero sono, nel modo più diffuso di pensare specificatamente cattolico, qualcosa di separato dal corpo, entità puramente spirituali. Ma il lui di questa storia crede nella relazione mente-corpo (pag. 81) ed entriamo nel capitolo intitolato “La giovane psicologa”. E sarebbe interessante domandarsi: perché è nella psiche che mente e corpo, più che in relazione, sono un unicum?

Sempre nella stessa pagina la giovane psicologa sta accanto a un paziente e appoggia il suo braccio attorno al collo di lui.

Questa vicinanza – parola nel testo – non l’ho trovata in medici e Primari nel corso delle loro visite.

Ne fa testo come il libro si chiude: Sandra è ormai morta e lui vorrebbe sapere dall’ultimo medico, medico legale, come si può ritirare un farmaco salvavita e lasciare gli ammalati morire, la risposta del medico si commenta da se: “Io però ho finito. La perizia l’ho fatta. Passi dalla mia segretaria per il saldo dei miei cinquemila euro della mia parcella”.

Più distanza di così!

Lino Berton "Qualcosa che non muore"

 

 

Luigia Rizzo Pagnin. Membro delle Amiche del Centro Donna di Mestre. Assessora all’Istruzione e alla Cultura nella Provincia di Venezia dal 1977 al 1985. Ex insegnante delle scuole elementari. Scrittrice e  Poeta.