Archivio Tag: Empatia

Sensibilità europea è identità

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Non per fare un discorso di nazionalismo spicciolo, ma questa io credo sia oggi la modernità – Che non bisogna pensare, in questo oceano di globalizzazione approssimativa, di perdere il legame. Perché tutto allora diventa inevitabilmente minore. E appunto l’emotività ed il perché definitivo che dice : “quello o la morte” si perde. Mentre non bisogna perdere proprio questo! Quella condizione o la morte.
Per me questa è la distinzione culturale, e non c’è un’altra possibilità per noi e per i più giovani.

E’ un appello – nel viaggio, nel grande viaggio: non perdere l’identità, altrimenti si perde il perché!

 

Jannis Kounellis, monografia a cura di Bruno Corà e Andrea Alibrandi, Edizioni “Il Ponte” Firenze

 

 

Una società che affonda

Una folla presente sulla riva di fronte alla stazione ferroviaria di Venezia vede un ragazzo, che vuole morire, gettarsi in Canal Grande.

Alcuni astanti lo chiamano “Africa”, altri dicono “Meglio lasciarlo morire, tanto ormai…, e una donnasta facendo finta”.

Nessuno si tuffa, l’acqua é fredda e un po’ torbida. Cinque persone lo riprendono col telefonino e mettono il video su Youtube.

Gli addetti, i marinai, gli lanciano quattro salvagenti, ma il suicida non li prende.

Dino Basso, direttore della sezione di Mestre della Società nazionale di salvataggio, spiega al Corriere Veneto che lì c’era un loro bagnino: “Si è tolto il giubbotto, si è guardato in giro per consegnarlo a qualcuno, ma in quel momento è stato distratto dalle urla di una donna in barca che diceva “sta facendo finta”. Il tempo di guardare meglio e l’uomo era sparito”. “Se lanci un salvagente a qualcuno impietrito dall’acqua gelida – ha spiegato – non lo prenderà, è meglio cercare di afferrare la persona da un barchino. Non voglio incolpare nessuno, ma forse qualcosa in più per salvarlo si poteva fare”.

Il giovane che si é lasciato andare a fondo per i suoi problemi si chiamava Pateh Sabally, aveva 22 anni, ed era sbarcato con la speranza e un permesso umanitario nel suo nuovo mondo solo due anni prima.

Nota: Il pubblico ministero Massimo Michelozzi difende i lavoratori dell’azienda di trasporto chiarendo alla Nuova che dinnanzi a una persona in acqua il personale ha l’obbligo di gettare i salvagenti in acqua e non di tuffarsi. Sarebbe interessante anche chiarire cosa sostiene la logica e il bun senso nel fare tutto quello che c’é da fare per salvare un uomo nero che vuole morire

 

 

 

 

 

 

 

Le categorie del blog Silence

Caro lettore,

le categorie del blog Silence sono i Caratteri chiusi (L’avarizia dei Distaccati, Depressi-Masochisti, Sadici mascherati, L’avidità dei Narcisi, i Superbi, i Vanesio venditore di sé, i Vigliacchi, gli Ignavi), di coloro che con il loro lavoro incidono negativamente sul destino degli altri attraverso l’arroganza, l’inerzia intellettuale e il violento agnosticismo.

In antitesi alle categorie relative ai Caratteri chiusi c’é Non uomini chiusi. Questa categoria si riferisce alle personalità con un “Io” che ha perso il gesto di Caino e quello di Narciso di distuggere “l’altro” a causa della propria alienazione. Uomini che si consacrano ad approfondire. Uomini che hanno perso, o soffocato, la superbia e l’arroganza narcisistica. Uomini che combattono il male che produce l’Uomo e che lavorano per l’altro con le risorse che hanno.

Nella categoria Romantici ci sono i pensieri e le opere delle anime solitarie che hanno subito una ferita dell’anima e che cercano verità e dignità ma trovano solo muri di gomma. In questa categoria ci sono anche le norme redatte da gruppi di persone che riprendono le idee dei romantici, come i codici deontologici e le leggi per i diritti.

In Silence c’è il suicidio, l’eutanasia e ogni idea scritta in cui viene tenuta morta la speranza.

E infine ci sono le categorie La personalità della Natura e Caro amico ti scrivo

 

 

 

 

 

L’ elaborazione di un sentimento é un elogio alla lentezza

..ogni progresso deve venire dal profondo, e non può essere in alcun modo incalzato o affrettato.

Tutto è condurre a termine e poi partorire.

Lasciare che ogni impressione e ogni germe di un sentimento si compia tutto dentro, nell’ombra, nell’indicibile e inconscio e inattingibile alla propria ragione, e con profonda umiltà e pazienza attendere l’ora della nascita di una nuova chiarezza…

Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta