Archivio Tag: Dignità e rispetto

Dignità e rispetto nel blog Silence (come per Aristotele in Etica, II, 7, 1108 a) sono considerate emozioni, non virtù. In Dignità e rispetto confluiscono i Diritti universali, i Diritti umani, i Diritti dell’ammalato, i Diritti dell’incapace e i Diritti del minore.

I pazienti che soffrono non vengono creduti

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Premier hanno firmato i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) 2017 già approvati dal Parlamento a dicembre 2016.

Si tratta di un aggiornamento che moltissimi pazienti affetti da malattie croniche e rare attendevano da oltre 15 anni.

Dall’elenco aggiornato delle malattie inserite nei Lea, hanno però escluso la fibromialgia, una malattia sociale che colpisce le persone debilitandole. In Italia ci sono quasi 2 milioni di persone affette da fibromialgia tra donne, uomini e, più raramente, bambini. È difficile trovare uno specialista in grado di riconoscerla.

La fibromialgia é caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso che porta a rigidità, sintomo comune ad altre patologie.

A differenza di altri Stati europei, l’Italia ha deciso di non riconoscere questa malattia che porta ai pazienti una pessima qualità di vita per il dolore costante e la depressione reattiva che ne deriva.

Perché allora non viene riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale e inserita nei Lea?

Perché gli esami ematochimici e strumentali non riescono a formulare la diagnosi. In pratica, il medico specialista (ortopedico, fisiatra, neurologo o reumatologo sensibile all’ascolto) dovrebbe decidere lui, dopo una visita.

Il medico dovrebbe credere al paziente che riferisce di soffrire di dolori costanti e diffusi. Durante la visita dovrebbe toccare la muscolatura della persona sofferente e valutare i sintomi in scienza e coscienza. In pratica dovrebbe mettere sul tavolo tutte le possibili malattie che hanno una simile sintomatologia, escluderle una a una fino ad arrivare a formulare la diagnosi di fibromialgia.

Ma non è così per i tecnici del Servizio Sanitario Nazionale. Non potendo dimostrare la malattia in modo strumentale, non viene riconosciuta la diagnosi dei medici specialisti, nonostante la fibromialgia esista in letteratura e sia riconosciuta come dolore cronico invalidante.

La fibromialgia é quindi, per alcuni che si occupano di Sanità, solo una percezione della persona, é qualcosa di soggettivo, non é un vissuto obiettivo.

I pazienti italiani affetti da fibromialgia sono stati gettati quindi nello sconforto perché tutto ciò che si può fare per alleviare il loro dolore é ancora solo a carico di chi può permetterselo.

I massaggi, le terapie psicologiche, le sedute in camera iperbarica, l’elettrostimolazione della ghiandola Pineale (ancora in fase sperimentale) per alzare i livelli di Melatonina che accresce il livello di sopportazione della fatica e regola la temperatura interna, o farmaci che aiutano a essere meno suscettibili al dolore, meno sensibili, o farmaci ad azione antidepressiva o altri ancora che riducono l’ipereccitabilità del sistema nervoso centrale, sono tutti costi a carico di chi può usufruire della Sanità privata.

Senza parlare delle spese per gli esami diagnostici e delle mortificazioni rappresentate dalla difficoltà di motivare la diminuita capacità lavorativa, dato che i datori di lavoro devono, ora più che mai, sforzarsi a credere a una malattia che neppure la Sanità pubblica vede.

È tutto più facile per l’artrite reumatoide o la sindrome di Sjögren, o per altre malattie debilitanti come il diabete.

Nel caso della fibromialgia i pazienti non hanno diritto a niente.

 

 

Il culto dei morti é per i vivi

Al giovane Pateh Sabally una corona di fiori con i colori del suo Paese.

La manifestazione é stata organizzata da don Nandino Capovilla, parroco a Marghera, per tutti coloro (veneziani e stranieri, regolari o irregolari) che si son sentiti indignati per l’atteggiamento di soccorso accennato da parte di chi ha assistito.

Il Comune di Venezia pagherà le spese per il funerale con il “Fondo di solidarietà” del Comune, nel quale finisce l’intero importo dell’indennità personale che il sindaco Luigi Brugnaro ha rinunciato a incassare.

Il sindaco Brugnaro ha dichiarato alla Nuova: “È un gesto di rispetto di Venezia verso Pateh Sabally e ai suoi sogni infranti. La morte di questo giovane ha lasciato in tutti noi un sentimento di tristezza e di umana pietà verso chi, di fronte alle avversità della vita, non trova più la forza di reagire alla disperazione. Si è trattato di un gesto di disperazione personale e ancora una volta è necessario stigmatizzare chi fa polemiche e sciacallaggio sulle tragedie, ma anche testimoniare con forza che la pietà per la persona umana rimane immutata, degna di essere sempre rispettata. Alla politica “buonista” voglio altresì ricordare che non si possono continuare ad alimentare le speranze di mezzo mondo di venire in Italia. Bisogna che tutti si rendano conto dell’impossibilità, per il nostro Paese, di continuare a gestire un tale fenomeno di massa come si è fatto finora. Bisogna capirne le implicazione future, soprattutto le tragedie e le sofferenze che vengono subite da queste persone”