Archivio Tag: リンパ芽球性リンパ腫

La cura come rivoluzione

L’Arte, quella vera, quella che viene dall’anima, è così importante nella nostra vita. L’arte ci consola, ci solleva, l’Arte ci orienta. L’Arte ci cura.

Noi non siamo solo quello che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentato da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.

Tiziano Terzani

Malattia Residua Minima (MRD) e alcuni sadici mascherati

Perché qualcuno comincia ad avere delle perplessità sulla valutazione della malattia residua minima (MRD) quale indicatore al trapianto?

Premesso che quando si parla di linfomi aggressivi si parla anche di una percentuale particolarmente elevata di recidive,

alcuni Primari stanno attenti più al protocollo, e alla malattia residua minima (MRD), invece di mettersi subito in cerca di un donatore per l’eventuale trapianto di midollo prima che arrivi una recidiva.

I malati di linfoma linfoblastico e leucemia linfoblastica di certi reparti di ematologia del Servizio Sanitario italiano, vengono incanalati automaticamente – già dalla diagnosi – al percorso del trapianto di midollo. Altri Primari invece preferiscono aspettare a iniziare l’iter di ricerca del donatore e valutazione prima la malattia residua minima (MRD).

A rigor di logica l’opzione migliore per tutti i pazienti sarebbe quella di iniziare subito l’iter per il trapianto nel caso si verifichi una recidiva in fase di terapia, ma la logica primum non nocere non sempre avviene.

Dipende dalla filosofia del Primario che prende in cura il paziente, e dal gruppo di ricerca a cui appartiene lo stesso Primario.

Risultato?

Alcuni pazienti muoiono perché, quando sarebbero pronti per il trapianto, non c’é ancora il donatore perché il Primario non si è mosso subito, nel senso che non ha iniziato l’iter della ricerca di un donatore appena avuta la diagnosi.

Senza contare che se il paziente fosse pronto al trapianto quando si trova un donatore, si risparmierebbe anche parte degli otto cicli di chemioterapia del protocollo NILG, e la Clofarabina o l’uso di un’altra terapia.

Cos’é la malattia residua minima (MRD)?

Il termine di Malattia Residua Minima MRD definisce la presenza submicroscopica di cellule leucemiche nel midollo osseo e/o nel sangue periferico che permangono dopo la terapia di induzione e/o consolidamento, non evidenziabili all’esame morfologico nei pazienti che si trovano nella fase di remissione completa.

La cosiddetta Malattia Residua Minima (MRD) é considerata in molti studi (non in tutti) come uno dei principali fattori di prognosi, ciò significa (per quelli che credono nella MRD) che la possibilità di cura con chemioterapia dipende anche dall’evoluzione dello stato di MRD nei primi mesi del trattamento durante la remissione completa.

Chi ha tirato fuori dal cilindro la MRD?

La MRD, per lo studio LAL 09/2000 del gruppo NILG (Pagina 1 del consenso informato allo studio clinico 09/2000), è il principale fattore di prognosi.

Dallo Studio clinico collaborativo prospettico LAL 09/2000 risulta che nella LAL dell’adulto, lo studio della MRD valutata nei primi 4-12 mesi di remissione completa, durante la terapia di consolidamento, presenta un’accuratezza prognostica dell’ 80% per una successiva recidiva (con MRD+) e del 90% per una remissione completa continua (con MRD).

Quindi nello studio la valutazione MRD è sonsiderata come un parametro di prognosi adottabile per individuare i casi di Rischio Standard (RST) e i casi di  Alto Rischio (RAL).

Come viene valutata la malattia residua minima (MRD)?

La malattia residua minima (MRD) può essere valutata con vari metodi che consistono in test di biologia molecolare basati sull’analisi del DNA, dell’RNA, o di alcune proteine specifiche, che determinano in tempi prefissati il livello di MRD midollare durante il trattamento di consolidamento della remissione. In altre parole questi test riescono ad analizzare la rapidità con cui il segnale biologico, dovuto a persistenza di malattia, varia in rapporto alla continua esposizione ai farmaci. In caso di rapida riduzione e scomparsa del segnale di MRD, ciò significa che c’è una chemiosensibilità, e di conseguenza si osserva una forte associazione positiva con la durata della remissione completa, mentre se persiste il segnale MRD (sia pure in remissione ematologica e morfologica) si verifica quasi sempre una successiva recidiva.

La valutazione dei livelli di malattia residua minima (MRD) viene attuata in alcuni protocolli come in quello LAL 09/2000, o viene fatta per tutti i malati di leucemia in fase di remissione completa?

Sembra che le difficoltà tecniche e di standardizzazione delle diverse metodiche non consentono al momento di usare la MRD nella comune pratica clinica, ma è auspicabile che essa venga considerata in studi clinici controllati che ne prevedano una rigorosa centralizzazione.

Tutti i medici curanti sono uguali?

Sembra che la valutazione della MRD venga effettuata e considerata “vincolante” solo in alcuni protocolli e, sembra anche che “tale chiusura mentale” non sia applicata di default a tutti i pazienti affetti da leucemia linfoblastica. Quindi non tutti i Primari sono uguali.

 

 

Non vi può essere alcuna discriminazione tra i malati

Sergio Mattarella

Non vi può essere alcuna discriminazione tra i malati: è indispensabile che i progressi della scienza, delle terapie e delle tecniche diagnostiche vadano a vantaggio di tutti, confermando quel principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, senza che vi siano esclusioni o discriminazioni sulla base delle condizioni economiche dei pazienti”

 Sergio Mattarella  Presidente della Repubblica

 

Realismo ipocrita

Sembra che il mantra del ‘non c’è alternativa’ sia destinato a dominare i nostri modi di pensare. Non c’è alternativa alle politiche di austerità, al giudizio dei mercati, alla resa al capitale finanziario globale, alla crescita delle ineguaglianze. Non c’è alternativa alla dissipazione dei nostri diritti e delle nostre opportunità di cittadinanza democratica. In nome di un realismo ipocrita, la dittatura del presente scippa il senso della possibilità e riduce lo spazio dell’immaginazione politica e morale. L’esito è un impressionante aumento della sofferenza sociale. Abbiamo un disperato bisogno di idee nuove e audaci, che siano frutto dell’immaginazione politica e morale. Che non siano confinate allo spazio dei mezzi e chiamino in causa i nostri fini

Salvatore Veca, “Non c’é alternativa”. Falso!