La tossicità della Forodesina

512px-Immucillin_H.svgIl farmaco Forodesina, in inglese Fodosine, (BCX-1777; immucillin H; (1S)-1-(9-deazahypoxanthin-9-y-l)-1,4-dideoxy1,4-imino-D-ribitol hydrochloride) è una piccola molecola artificiale con struttura di un omologo di nucleoside (nelarabine, gemcitabine) attiva nei linfomi cutanei del linfocita T (Korycka 2008).

La forodesina, al contrario degli altri omologhi di nucleosidi citotossici, non viene incorporato nel DNA. In vitro, la Forodesina risulta essere da 100 a 1000 volte più potente di altri inibitori di PNP e riesce a causare il quasi totale esaurimento di linfociti T in circolazione. Sembra inibire la proliferazione di linfociti T attivati (Gandhi 2007) e di cellule T nelle leucemie linfoblastiche acute (Bantia 2003).

 

 

La Forodesina è un farmaco ben tollerato e attivo in molte malattie neoplastiche del sistema emolinfopoietico, con scarsa tossicita’ ematologica e ridotta immuno-soppressione, ciò significa che non si comporta come una chemio: 

Non porta a complicanze tardive come la miocardiopatia da antracicline, la leucemia mieloide acuta secondaria all’uso di epipodofillotossina e la sterilità correlata all’utilizzo di ciclofosfamide

 

Durante il trials con Forodesina, i pazienti affetti da linfoma linfoblastico cellule T non erano in isolamento e appena finita la somministrazione, che durava circa 30 minuti, potevano uscire dall’ospedale e farsi un giro per la città.