“Il caso dei due”, praticamente già morti, che ce l’hanno fatta con la Forodesina

Tra il 2005 e il 2006, quindi prima del trial IIb sospeso il 23 marzo 2007, due pazienti con il linfoma linfoblastico cellule T, “fortunati”, perché hanno saputo che c’era una sperimentazione, sono stati trattati con Forodesina intravenosa (BCX-1777).

Il farmaco è stato somministrato con una formulazione di 40 mg/m2.

Entrambi i pazienti hanno avuto remissione completa e tuttora vivono una vita normalissima.

 

I due pazienti con ricaduta di leucemia linfoblastica acuta del linfocita T dopo trapianti allogenici, hanno conseguito una completa remissione nell’ambito della leucemia di trapianto contro ospite (Gore 2008).                                                                                                                                                      Duvic. Hematology Meeting Reports 2008;2(5):106-111 SESSION VII. From cell biology to therapy: forodesine

“Caso uno”

Un uomo di 26 anni con il 90 % di blasti nel suo midollo osseo. Gli é stato somministrato la Forodesine 40 mg/m2 / via endovenosa 5 giorni alla settimana per un totale di 6 settimane.

“Caso due”

Una bambina di 3 anni. Forodesine 40 mg/m2 / via endovenosa 5 giorni alla settimana per sei settimane. La somministrazione con Forodesina é stata iniziata il giorno 161° dopo il trapianto. Ha tollerato le infusioni senza complicazioni. Il trattamento con Forodesine è stato poi continuato per 1 anno due volte a settimana .

“Questo articolo presenta lo studio di due pazienti ai quali è stato diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta recidiva / refrattaria a cellule T. Gli stessi pazienti sono stati sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT). Entrambi i pazienti hanno avuto una recidiva e quindi sono stati fatti entrare in uno studio clinico nel quale hanno ricevuto Forodesine. A seguito di terapia con Forodesine, entrambi i pazienti hanno raggiunto la remissione completa (CR) ma hanno sviluppato la malattia del trapianto contro l’ospite (GVHD), che è stato risolto con successo con terapia convenzionale”.

Lia Gore, Mattias Stelljes e Ralph Quinonesa. Seminars in Oncology, Volume 34, Supplement 5, December 2007. Pages S35–S39

 

Domande

Perché esistono persone fortunate che entrano in una sperimentazione e altre che non vengono neppure a conoscenza dell’esistenza di un’altra possibilità?

Perchè la ricerca è in mano a certi Professori che spesso sono contemporaneamente ordinari di cattedra statale, Primari di reparto in ospedali pubblici, membri o presidenti di Onlus private e consulenti di determinate case farmaceutiche?