Autore archivio: Lino Berton

Midriasi

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Il medico alla mia sinistra disse “Midriasi. É andata!”.

Fu un istante (…) Continuai a sostenere il suo viso, sentivo qualcosa (…) Guardai il chirurgo che rimaneva inspiegabilmente fermo a guardarci “La buchi, è ancora viva e non respira!”.

“È morta” mi disse e gli altri tre ripeterono “É andata”.

Fissai il chirurgo e finalmente la bucò. Sandra fece l’ultimo respiro, abbandonando per sempre se stessa. Le gambe ancora piegate scivolarono a peso morto sul lenzuolo e le sfuggì una fievole goccia di sangue.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag. 209 – 210 – capitolo Midriasi

Fammi un quadro del sole

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Fammi un quadro del sole
posso appenderlo in camera mia
e fingere di scaldarmi
mentre gli altri lo chiamano “Giorno!”.

Disegna per me un pettirosso – su un ramo –
così sognerò di sentirlo cantare
e quando nei frutteti cesserà il canto –
ch’io deponga l’illusione.

Dimmi se è vero che fa caldo a mezzogiorno –
se sono i ranuncoli che “volano”
o le farfalle che “fioriscono”.
E poi, sfuggi il gelo sopra i prati
e la ruggine sugli alberi.
Dammi l’illusione che questi due – ruggine e gelo –
non debbano arrivare mai!

Emily Dickinson

Tre volte ci separammo

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Tre volte – ci separammo – il respiro- e io-
tre volte – non volle andare –
ma cercò di smuovere il ventaglio spento
che le acque – cercavano di arrestare .

Tre volte – le onde mi gettarono a galla –
poi mi presero – come una palla –
poi mostrarono facce blu alla mia faccia –
e spinsero via una vela

che strisciava lontana – e mi piaceva vedere –
che bello guardare una cosa
con sopra – visi umani –

Le onde si assopirono – il respiro – no –
i venti – come bambini – si quietarono –
poi l’alba baciò la mia crisalide –
e io mi alzai – e vissi –

Emily Dickinson