La speranza! L’avevo tenuta morta tra le braccia

Quando avrò detto: ho peccato intenzionalmente contro la speranza, ogni ora del giorno, da undici anni, avrò detto tutto. La speranza! L’avevo tenuta morta tra le mie braccia nella sera spaventosa di un marzo ventoso, desolato… ne avevo sentito l’ultimo soffio sulla guancia in un punto che conosco. Ed ecco che essa mi viene restituita. Non prestata questa volta ma donata. Una speranza tutta per me, solo per me, che non somiglia per nulla a quello che i filosofi chiamano così come la parola amore non somiglia all’essere amato. Una speranza che é come carne della mia carne. Questo è inesprimibile. Solo un bambino saprebbe dire qualcosa

Georges Bernanos. Il diario di un curato di campagna (la protagonista del romanzo, poco prima della sua morte, ritrova la speranza che aveva perduto con la morte del figlio avvenuta undici anni prima)

 

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