Quanti fili invisibili connettono la nostra esistenza

Il 27 gennaio 2017 sono andato con degli amici al cinema-teatro Kolbe di Mestre per il film-documentario “A German Life” di Feltrinelli Real Cinema. La protagonista era Brunhilde Pomsel, ex segretaria ancora in vita del ministro della Propaganda nazista Joseph Göbbels. Da vera attrice da primato di longevità umana, é riuscita a interpretare la banalita del male che ci circonda senza dare alcun senso per tutta la durata della pellicola.

Scopro ora, a distanza di tre giorni, che proprio quel giorno, il 27 gennaio, é morta a 106 anni Brunhilde Pomsel, e proprio nel Giorno della memoria delle vittime dell’olocausto. Quanti fili invisibili connettono la nostra esistenza.

Diceva: “Il problema sono gli egoismi (…) Non abbiamo mai saputo nulla dello sterminio degli ebrei. Mi dovrei sentire in colpa per non essermi interessata alla politica? Non mi sento colpevole. Se sono colpevole, allora tutto il popolo tedesco é colpevole. (…) Non potevo oppormi, faccio parte dei vigliacchi”.

 

 

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