Risultati scientifici al servizio delle quotazioni in borsa

Come si può immaginare che siano oggettivi gli articoli scientifici in cui la metà degli autori appartiene a qualche azienda? Quando ogni parola dell’articolo, per esempio nella sanità, pesa sulle quotazioni delle azioni della società, può costare ai dirigenti il loro posto e la pensione dorata, o può, per i più piccoli, significare la chiusura del rubinetto della liquidità? Come possiamo credere che i risultati presentati non siano scelti, abbelliti, edulcorati per rendere l’apparenza più bella della realtà? Questa ipocrisia del sistema conduce alla sua rovina.

Laurent Ségalat. La scienza malata? Pag. 70

 

 

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