Fino in fondo

“Ricordi l’ultimo giorno di carnevale quando ti dimisero? In auto presi la via più lunga. Volevo vedere la campagna, il sole e l’inverno. Quel giorno, senza dirti nulla, riuscii ad arrivare giù, fino alla fine del nostro sentiero. Ho avuto paura e sono tornato su, fino a raggiungerti sul filo dell’acqua. Poi abbiamo fatto l’amore nella barca in mezzo ai pini. Da quel giorno non sono più uscito da te”.

Abbassò lo sguardo “Se avessi saputo non ti avrei mai sposato”.

“Cosa stai dicendo? Mi ami vero?”.

“Immensamente”.

Mi è ancora necessario distrarmi, fuggire i contorni. A fatica sopravvivo in quel tratteggio, ma lo imprimo, così da non poterlo mai più riprendere.

Da Qualcosa che non muore – pag. 201 – capitolo Scaverò fino in fondo

 

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