Non preoccuparti, non é nulla

Quando entrai nella stanza di Sandra, vidi che era stata la sua ombra a creare quella massa.

Non feci neppure in tempo a sedermi che lei mi disse “Non preoccuparti, non è nulla, lo sento”.

Continuammo a negare così a noi stessi la verità fino alla fine.

Fu durante una notte di due anni prima, mentre eravamo distesi, che ci incrociammo con lo sguardo e per errore entrai nel buio dei suoi occhi e la mia ombra le iniettò qualcosa. In quel preciso istante anche la sua ombra mi proiettò qualcosa e da quel momento non riuscii più a staccarmi da lei.

Sapevamo entrambi che in quell’istante avevamo creato qualcosa, ma nessuno dei due disse mai niente all’altro.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pagina 19 – capitolo Vuoto d’amore

 

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