La giovane psicologa in oncologia

“È da un po’ che ti vedo bazzicare in reparto e avevo piacere di parlare con te”.

Mi diede subito del “tu” rendendo la conversazione più amichevole e io subito contraccambiai l’amicizia incalzando “Ho piacere anch’io di parlarti. Credo nella relazione mente-corpo, nei conflitti nascosti, nell’anima e nell’ombra”.

“In che senso? Credi che ci sia una relazione tra quello che è successo a Sandra e la sua malattia?”.

“Tu cosa pensi sia avvenuto?”.

“Tu a cosa lo colleghi?”.

“A una sensazione malsana che ha avuto Sandra. A una mancanza d’amore o a un eccesso d’amore. Qualcosa ha fatto reazione. Sandra si è ammalata dopo otto mesi di matrimonio”.

“Se tutti quelli che vanno a vivere insieme si ammalassero”.

“Magari dipende da quand’era bambina”.

“Come avete reagito alla malattia?”.

“Non credi nella connessione mente-corpo!?”.

“Bèh, non ci sono prove scientifiche sulla validità di queste teorie ”.

“Ma a cosa serve una psicologa in questo posto se non crede nella connessione mente-corpo?”.

Sorrise.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag. 81 – 82 – capitolo La giovane psicologa

etica in psicologia

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