Ombre e sospetti

A fine settembre, Sandra era ancora tormentata dal dolore all’anca che, nonostante il Contramal, non le dava tregua.

Incontrai in corridoio la giovane collega di Maga Circe. Teneva una postura piegata e oppressa che impediva il trasparire della sua bellezza. Quando si fermava a pensare o a parlare con i pazienti e i loro familiari, incrociava le braccia.

“Come l’ha trovata oggi?”, chiesi.

“Discretamente”.

“Per quanto tempo deve andare avanti con il dolore al fianco?”.

“Ha un’infiltrazione”.

“Il Primario mi ha detto che è piccola e non le avrebbe dato dolore”.

Incrociò le braccia ancor di più e io ripresi “Il Contramal la intorpidisce e credo che continuare ad alterare lo stato di coscienza non le faccia bene”.

“Faremo una risonanza magnetica di rivalutazione”.

Qualche giorno dopo fecero la risonanza. E, due settimane più tardi, Maga Circe mi convocò nel suo studio insieme a Sandra e con evidente imbarazzo ci espose la sua meravigliosa teoria “Per le lastre che abbiamo fatto all’anca… ho parlato anche con il mio collega e crediamo… sì, crediamo che… ci siano delle macchie, delle ombre che impediscono la corretta lettura ai radiologi. Lei conosce qualcuno che possa leggere le lastre? Guardate che sono dell’ospedale, non potrei neppure darvele. È un’eccezione”.

“Certo che conosco qualcuno”.

“Le ha il mio collega. Può passare verso le 13?”.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag. 95 – 96 – capitolo Ombre e sospetti

 

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