Dal medico legale sei anni dopo

“Sua moglie era affetta da un tumore, un brutto tumore, e da epatite. I sanitari non hanno colpa. L’ultimo farmaco non è più stato messo in commercio, quindi è da ritenersi non efficace. Al massimo possiamo dire che le hanno dato false speranze, ma è poco. Siete stati sfortunati, quello che le voglio spiegare è che non si può dire che la mala cura, che c’è stata, abbia causato la morte. Manca il nesso causale”.

“Perché non si può dire che un medico si prende il rischio dell’esito della cura? I medici, quando sono incuranti, sono coscienti di cosa rischia un paziente, specie se oncologico?”.

“Guardi, lei ha fatto tutto per salvare sua moglie, la capisco sa, sono un marito anch’io”.

“Ci sono, però, tante cose che io non capisco. Vorrei sapere se è inevitabile ammalarsi di epatite quando si fa la chemioterapia. Vorrei sapere perché non ci hanno inviato subito nelle strutture dove erano in atto sperimentazioni avanzate di un farmaco specifico per la malattia di Sandra – invece di fare tentativi, tra l’altro con chemio non specifiche. Vorrei sapere perché non si può perseguire un medico che infrange i regolamenti e che inietta una chemio senza consenso. E vorrei sapere perché una casa farmaceutica ha appena venduto, per milioni di dollari, il farmaco – che lei dottore ritiene non efficace – a una società che lo commercializzerà in tutto il mondo. Vorrei sapere perché in questi anni sono continuate le pubblicazioni sui buoni risultati di questo farmaco, perché è stato pubblicizzato nei congressi e perché hanno continuato a rinnovargli i finanziamenti”.

“Sta parlando di complotto?

“No. Però vorrei sapere come si può ritirare un farmaco salvavita all’ultima fase di sperimentazione, per una banalità, e lasciare gli ammalati morire. E vorrei sapere se qualcuno con la stessa malattia di Sandra ha mai completato la cura con questo farmaco e se tra questi c’è qualcuno che è guarito”.

“Vorrei. Anch’io vorrei poter correre in autostrada con la mia Audi oltre il limite consentito, ma non posso”.

“Se lei non può avere certe risposte, mi dica almeno chi può darmele. Perché io ho ancora tante domande dottore”.

“Io però ho finito. La perizia l’ho fatta. Passi dalla mia segretaria per il saldo dei cinquemila euro della mia parcella”.

 

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag. 211 – 212 – capitolo Dal medico legale, sei anni dopo

 

 

 

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