In scienza e coscienza

“Lei dà troppa importanza a questo farmaco. Ci sono altri chemioterapici che possiamo somministrare”.

“Non mi prenda in giro, e poi Sandra ha anche l’epatite.”.

Si passò le mani tra i capelli “Con questo farmaco ha il quaranta per cento di possibilità, invece con un altro farmaco, che Sandra non ha ancora provato, ha circa…” – corrugò la fronte – “Il venti per cento”.

“Con un altro farmaco chemioterapico, e con il virus dell’epatite B, Sandra ha zero possibilità – me l’hanno detto tutti – e all’ingresso lei l’ha pure scritto. Lei si rende complice se non somministra. Sta togliendo a Sandra l’unica possibilità che ha. Se fosse sua figlia, non saremmo qui a discutere, sta dimenticando il valore che ha ogni vita umana. Somministri quel farmaco per forza maggiore o si tolga dai piedi e passi il caso a qualcuno di pari grado”.

Si alzò dalla sedia, ci strinse la mano rassicurandoci che avrebbe insistito con la casa farmaceutica per avere il farmaco, e se ne andò.

 

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag. 178 – capitolo In scienza e coscienza

 

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