I sogni di Ulisse

“Credo che il mio destino abbia preso la sua rotta un’estate quand’ero bambino. Mi rifugiavo nella natura con i miei amici sbandati che mia madre detestava e umiliava di continuo, definendoli stupide creature immaginarie. Passavo le mie giornate vivendo come Ulisse – passando di isola in isola cercando di essere scaltro con mia madre – scrivendo e disegnando quello che vedevo senza definire mai ciò che sognavo.

La parentesi estiva non fu breve e mi ritrovai grande, senza arte né parte, sapendo far niente”.

Da QUALCOSA CHE NON MUORE – pag.11 – prefazione

 

 

Lascio un commento